A Trieste un convegno sul musicista e scrittore boemo Karel Moor

A Trieste il 21 gennaio si terrà un convegno internazionale aperto al pubblico dal titolo “KAREL MOOR: Musicista “migrante” nella Mitteleuropa del ‘900″. Tema dell’appuntamento sarà il compositore, musicista e scrittore boemo Karel Moor, che ha vissuto ed è stato molto attivo in diverse città della Mitteleuropa tra cui Trieste. Il convegno è parte di una più ampia rassegna storico-musicale con concerti, spettacoli e incontri culturali organizzata nell’ambito del progetto Sonora – Profili Musicali dell’Associazione Lumen Harmonicum che iniziata a novembre si concluderà nel mese di marzo.

Formatosi nella Praga di Antonín Dvořák e Bedřich Smetana, come anche nella Vienna di Zemlinsky e Mahler, Moor fu molto attivo come compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e di coro, ma fu anche critico musicale, libero pensatore e scrittore. Esponente dell’ultima generazione di artisti cresciuti nella grande koiné culturale della Mitteleuropa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, partecipò con energia e vigore allo sviluppo di diverse culture nazionali.

Al progetto partecipa anche la nostra collaboratrice Michaela Šebőková Vannini, in veste di traduttrice in italiano dell’autobiografia di Moor “V dlani osudu” e di relatrice al convegno con l’intervento “Tra musica e letteratura: Karel Moor e il suo Io allo specchio”. La conferenza è accreditata sul portale S.O.F.I.A. del MIUR di formazione continua per i docenti.

Il musicista e letterato Karel Moor (1873-1945) fa parte di quell’ultima generazione di artisti cresciuti nella grande koiné culturale della Mitteleuropa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Carattere inquieto, artista prolifico, Moor partecipò con energia e vigore allo sviluppo di diverse culture nazionali. Formatosi nella Praga di Antonín Dvořák e Bedřich Smetana, come anche nella Vienna di Zemlinsky e Mahler, fu molto attivo come compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e di coro, insegnante. Spesso si trovò ad inventarsi, per necessità, anche altre dimensioni professionali. Fu critico musicale, libero pensatore e scrittore. Come compositore scrisse molto per il teatro, con opere, operette e musiche di scena, affrontò la scrittura orchestrale forgiando poemi sinfonici anche imponenti, non disdegnò l’intrattenimento producendo con molta facilità brani per salon-orchester ed ensemble di fiati. Con dedizione curò la musica corale e quella vocale da camera. Nelle sue composizioni era solito inserire temi e motivi popolari delle terre in cui si trovava ad operare, spostandosi continuamente da una parte all’altra dell’area mitteleuropea. Rilevante fu il suo impegno in qualità di critico teatrale e musicale nonché di letterato, romanziere e memorialista. Vissuto prima e dopo la prima guerra mondiale, soffrì di persona il crollo del sistema austro-ungarico. Fu tra coloro che cavalcarono il fiorire delle nuove realtà nazionali, impegnandosi in diverse cause senza mai rinunciare ad un forte spirito critico. A posteriori bisogna tuttavia notare che il profilo trans-nazionale di Karel Moor (di per sé molto ricco), perdette nel tempo quella giusta considerazione che avrebbe meritato nella memoria storica, e questo discorso non vale solo a livello strettamente musicale. Infatti dopo la Grande Guerra nuovi parametri identitari entrarono in voga, filtri sempre più nazionali e intransigenti, condizioni che avrebbero reso poco efficace una sua eventuale affiliazione nazionale unica e forte. Applicando questi nuovi criteri interpretativi, il notevole peso culturale di Moor non poteva non risultare sminuito. Questo era inevitabile anche perché non poteva essere valutato più nel suo complesso. Se anche Moor potrebbe essere annoverato tra i più importanti compositori cechi, non bisogna tuttavia dimenticare quanto egli fosse attivo nei centri culturali tedeschi ed ebraici. Parimenti significativa fu l’esperienza di vita che lo vide intraprendente operatore culturale nella nuova Jugoslavia, sia con i serbi che con i croati della Dalmazia, sia poi con i bosniaci di Sarajevo. Ancora in gioventù (1887) Moor aveva scritto un poema sinfonico dal titolo Polonia, proprio per
avvicinarsi alla cultura, allo spirito e alle ambizioni identitarie di quel paese. Successivamente non sarebbero mancati i contatti con la realtà bulgara, macedone e turca.

La sera precedente al convegno, domenica 20 gennaio alle ore 19, sempre a Trieste il Quartetto Fama di Praga eseguirà assieme al Gruppo strumentale Lumen Harmonicum l’Ottetto per archi che Karel Moor scrisse per il mecenate triestino Enrico Schott nel 1904. L’opera scaturì grazie alle forti suggestioni, allora molto attuali, suscitate dalle avventure del mitico “Fram” (in norvegese “Avanti”), il veliero che nel primo ‘900 accompagnò (novello “Olandese Volante”) esploratori come Roald Amundsen alla scoperta dei Poli. Il “Fram” fu forse la nave più famosa al mondo, almeno fino a che il “Titanic” non ne fece affondare il mito. Del “Fram” di Karel Moor questa sarà la prima esecuzione assoluta.
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Dove: Trieste, Biblioteca Statale “Stelio Crise”
Quando: 21 gennaio 2019, dalle 9 ale 18
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