Aprirà quest’anno in Boemia la casa-memoriale di Jan Palach

Domani 16 gennaio saranno esattamente 50 anni da quando lo studente ventenne Jan Palach si dette fuoco per protesta contro l’occupazione ella Cecoslovacchia da parte degli eserciti del Patto di Varsavia, e per svegliare gli animi cecoslovacchi dall’apatia che li aveva avvolti nei primi mesi di “normalizzazione” sovietica. Morì tre giorni dopo, ispirando altre proteste simili nel corso del 1969. Quell’atto estremo è ricordato da un memoriale sulla Piazza Venceslao di Praga, nel luogo esatto in cui avvenne.

Ora il Museo Nazionale ceco ha annunciato l’apertura di un memoriale nella casa della famiglia Palach nella città di Všetaty, nella Boemia centrale, acquisita dallo Stato qualche tempo fa per evitarne la vendita o la demolizione. Il memoriale sarà inaugurato il 21 agosto, data simbolica dell’occupazione del 1968. Si tratterà da un lato di aprire al pubblico quella che fu la casa in cui visse Jan Palach, e alla quale ritornava ogni weekend a trovare la madre rimasta vedova. Allo stesso tempo, l’architetto incaricato del lavoro sta trasformandolo quell’edificio in un luogo di meditazione. La casa ospiterà poi un’esposizione sulla figura di Jan Palach come persona, sul suo atto e il suo valore simbolico nel contesto del tempo.

Nell’edificio sarà innestato un cuneo nero, a simboleggiare il regime comunista. Tra gli oggetti che verranno esposti c’è la valigetta di Palach, che fu trovata nel punto in cui si immolò seguendo l’esempio dei bonzi in Vietnam, e una lettera trovata al suo interno.

(Red)

Foto Iver_88 CC0
Sotto: Ela Jandlová cc by sa

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