La donna che ha pagato l’omicidio di Kuciak aveva prove compromettenti

Alena Zsuzsová, la donna accusata di aver ordinato l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua ragazza Martina Kušnírová, ha avuto negli anni scorsi contatti e comunicazioni con diverse persone influenti e uomini politici. Queste informazioni, secondo il quotidiano Denník N, sono state raccolte nel corso dell’indagine sul doppio omicidio.

Secondo quanto è dato sapere, Zsuzsová avrebbe avuto comunicazioni tra gli altri con il sostituto procuratore generale René Vanek, con il vicepresidente del Parlamento Martin Glváč, membro della direzione di Smer-SD, con l’uomo d’affari Boris Kollár, leader del partito Sme rodina e parlamentare, con il governatore della regione di Bratislava Juraj Droba, giù deputato per il partito di opposizione SaS, e con il presidente del Parlamento e leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko. Pare che quella di contattare e poi sedurre uomini influenti fosse una pratica caratteristica della donna, sexy e provocante, che speculava poi su queste conoscenze.

La donna aveva archiviato le comunicazioni con questi uomini, e non è escluso che avrebbe potuto usarle in seguito per un’estorsione. Gli investigatori hanno trovato queste comunicazioni in seguito all’esaeme in profondità del suo telefono cellulare e del computer. Vanek, che si dice dispiaciuto, ha confermato che una donna “sconosciuta” che non ha mai incontrato personalmente lo ha contattato nel 2013 con un messaggio su Messenger, e da allora con la donna, che si era presentata come “Ali Ajuška”, ha scambiato altri messaggi privati “una volta ogni tanto”. Denník N scrive che l’ultima loro comunicazione risale a tre giorni prima dell’arresto a fine settembre. Glváč invece, con cui l’imputata avrebbe detto di aver scambiato messaggi e fotografie, nega tutto. Boris Kollár ha incontrato la donna una decina di anni fa e le ha dato dei soldi, come aveva ammesso lui stesso dopo il suo arresto. Droba ha ammesso di avere comunicato con la donna elettronicamente, ma di non averla mai incontrata e di non conoscerla, mentre Danko nega qualsiasi comunicazione o contato con lei.

Secondo la madre di Martina Kušnírová le nuove informazioni dovrebbero essere rese pubbliche. «Bisogna pubblicare tutta questa sozzura, così che la Slovacchia sappia cosa è successo e perché è successo. Lasciate che tutti lo leggano», ha detto.

Intanto nei giorni scorsi il presidente del corpo di polizia Milan Lučanský ha dichiarato che il tema che sta investigando sul caso Kuciak si è diviso: una parte della squadra si occuperà esclusivamente dell’omicidio, mentre l’altra parte lavorerà sui crimini economici e sulle pratiche corruttive di cui ha scritto Kuciak. Dividendo la squadra, ha detto Lučanský, si intende eliminare possibili fughe di informazioni, che potrebbero influenzare la qualità e velocità delle indagini, ma anche permettere o impedire la risoluzione del caso. Il comandante delle forze di polizia ha ricordato che l’indagine su uno dei casi più spinosi e delicati mai trattati in Slovacchia è solo a metà strada.

Qualche giorno fa la Corte penale specializzata a Banska Bystrica ha negato il rilascio dalla detenzione ad Alena Zsuzsová, che aveva presentato una mozione in tal senso. La donna rimane dunque in carcere, come le altre tre persone accusate per il doppio assassinio del febbraio 2018: Tomáš Szabó, Miroslav Marček, Zoltán Andruskó, imputati rispettivamente come esecutore materiale, autista e mediatore, saldati con un misero malloppo di 50 mila euro, di cui 20 mila quale cancellazione di un debito per Andruskó.

La Zsuzsová, oggi 44enne, aveva un tenore di vita molto agiato malgrado alla polizia non risultasse alcun reddito. Secondo i vicini la donna aveva uno stile di vita fuori del comune e relazioni con diversi uomini facoltosi. Uno di questi, con cui avrebbe avuto rapporti molto stretti, è Marian Kočner, l’ormai ex uomo d’affari spietato e praticamente onnipotente, un tempo protetto dai politici e oggi in galera con accuse multiple di frodi milionarie e sospettato di avere intessuto negli ultimi vent’anni diversi altri reati anche in combutta con il crimine organizzato. Il suo nome è spesso stato accostato a scandali di vasta portata, ma egli è sempre riuscito a uscirne indenne, fino all’inatteso arresto nel giugno scorso per la presunta falsificazione di cambiali per 70 milioni di euro. La donna, con un passato da escort e poi da maitresse in Italia, avrebbe lavorato per Kočner come interprete, ed è stata da lui sostenuta finanziariamente. Inoltre, egli sarebbe il padrino della figlia 15enne della Zsuzsová. Secondo alcuni canali di indagine, ci sarebbero diverse tracce che lascerebbero credere che sia Kočner il mandante dell’omicidio di Jan Kuciak, un delitto nel quale la fidanzata Martina è stata vittima casuale, trovandosi nel posto sbagliato al momento sbagliato. L’uomo d’affari aveva minacciato telefonicamente il giornalista, e poi lo aveva messo sotto sorveglianza – cosa fatta anche con altri giornalisti – per trovare elementi per ricattarlo.

Per oggi 15 gennaio è attesa una conferenza stampa del procuratore generale Jaromír Čižnár, in cui dovrebbe annunciare se mantere o meno in carica Renè Vanek, di cui oggi in molti chiedono la sostituzione.

(La Redazione)

Foto FB/PoliciaSR

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