Indice di flessibilità occupazionale: la Slovacchia perde sei posizioni

La Slovacchia ha perso sei posti nell’Indice di flessibilità occupazionale, finendo al 32esimo posto sui 41 paesi esaminati tra i membri dell’Unione europea e dell’OCSE. La ragione primaria per questo sviluppo negativo, secondo Iness, l’Istituto di analisi economica e sociale, è l’aumento in vigore dal maggio 2017 della retribuzione oraria nei fine settimana, nei turni di notte e nel lavoro festivo, spiega Euractive. Nella stessa classifica la Repubblica Ceca figura all’ottavo posto, con un tasso di disoccupazione che è il più basso nell’UE e l’occupazione di oltre mezzo milione di stranieri.

Il punteggio della Slovacchia paga nel posizionamento anche la durata limitata dei contratti a tempo determinato e un numero elevato di giorni di ferie pagate. Il costo per gli straordinari, tuttavia, in Slovacchia vale solo il 25% del salario medio, una quota inferiore a quella della maggior parte degli altri paesi.

(Red)

Foto stockmonkeys.com

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