IFP: necessario agire per l’inclusione dei rom anche nella sanità

Uno studio realizzato dall’Istituto per la politica finanziaria (IFP) in collaborazione con esperti dei ministeri di Finanze e Sanità mostra che la salute della minoranza rom in Slovacchia è decisamente peggiore del resto della popolazione. Su questa base, l’aspettativa di vita e la mortalità infantile nel gruppo etnico dei rom è inferiore alla maggioranza degli abitanti.

Tra le principali ragioni di questo vi sono cattive condizioni di vita e un uso insufficiente dell’assistenza sanitaria nelle comunità escluse. In più c’è la scarsa consapevolezza e istruzione dei membri rom della popolazione a fare da barriera, insieme a discriminazione, povertà e differenze culturali e linguistiche.

Le malattie cardiovascolari tra i rom sono 2,5 volte più frequenti che nel resto degli slovachi. Sono rom oltre la della metà delle persone infettate da epatite A e l’80% dei pazienti tubercolotici. L’aspettativa di vita nelle comunità rom tra il 2006 e il 2015 era di sei anni inferiore a quella della popolazione maggioritaria (70-76 anni).

L’IFP sottolinea che organizzazioni internazionali come OCSE, Banca mondiale e Commissione europea raccomandano un migliore monitoraggio della situazione, e migliori strumenti di analisi per aumentare l’efficienza delle politiche di integrazione dei rom.

(Red)

Foto LIA *o* cc by nc sa

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