La polizia conclude l’inchiesta per il massacro del filippino Henry Acorda

La polizia slovacca ha concluso nel mese di novembre l’inchiesta sull’aggressione del filippino Henry Acorda nel centro di Bratislava a maggio 2018, a seguito della quale il giovane è morto in ospedale. La notizia è emersa la scorsa settimana su TV Markiza. Il pubblico ministero avrebbe accusato di omicidio colposo l’aggressore, per motivi legali identificato come Juraj H., che rischia una condanna a 12 anni di carcere. Le accuse relative a motivazioni razziali per l’aggressione, che erano emerse in un primo momento, non sarebbero state comprovate.

Lo slovacco 28enne accusato di omicidio, residente del distretto di Dunajska Streda, regione di Trnava, si era scagliato contro Acorda la notte di sabato 26 maggio dopo le 4:30, quando questi è intervenuto per cercare di proteggere due donne dalle molestie. Il fatto è avvenuto nella via Obchodna a Bratislava, una strada di bar, ristoranti e locali notturni ai limi del centro storico della capitale, dove circolano sempre numerose persone. Aggredito con violenza gratuita per la sua intromissione, il filippino, che ha ricevuto un calcio alla testa quando era già a terra, è morto per emorragia cerebrale in seguito alle gravi ferite riportate il 31 maggio all’ospedale di Ruzinov.

Dopo una cerimonia funebre nella chiesa della comunità di lingua inglese a Bratislava, la sua salma è stata trasportata in patria, dove si è svolto il funerale, con un volo offerto dal governo slovacco. La polizia è intervenuta poco dopo ed ha arrestato l’aggressore, che aveva più del 2 per mille di alcol nel sangue e ha affermato di non ricordare la rissa.

Henry John Serafica Acorda lavorava da alcuni anni al centro servizi internazionali IBM nel centro di Bratislava, ed era noto come una persona mite e sempre disponibile.

L’aggressore era stato liberato dopo la mancata convalida del fermo, perché parevano non esserci ragioni sufficienti per tenerlo in custodia, e l’incriminazione era stata commutata in aggressione con danni fisici. Sabato 2 giugno la polizia lo ha però di nuovo arrestato su ordina della Procura generale, e questa volta accusato di omicidio colposo, un reato che prevede pene detentive da 7 a 12 anni. Lunedì 4 giugno gli è stata confermata la detenzione cautelare in attesa di giudizio con sentenza del tribunale distrettuale Bratislava I.

Il fatto si sangue provocò forti discussioni nella capitale, sia a livello politico che nella società civile, e in particolare nella numerosa comunità di stranieri che avevano organizzato dei raduni dopo la morte del filippino. Il primo ministro Peter Pellegrini disse allora che non si può tollerare che gli assassini siano liberi di circolare per le strade slovacche, ed auspicava che l’aggressore venisse incarcerato e condannato presto, con un processo veloce ed efficiente che non arrivi a sentenza solo «tra un anno».

(Red)

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