La ministra Matečná attacca l’Austria sulla doppia qualità degli alimenti

La ministra slovacca dell’Agricoltura, Gabriela Matečná (SNS), si è scagliata ieri durante una conferenza stampa contro l’Austria, paese che detiene la presidenza del Consiglio UE fino a fine anno, per l’iniziativa volta a ridurre le sanzioni per i doppi standard qualitativi nei prodotti alimentari, conseguenza di pratiche commerciali sleali usate dalle grandi imprese del settore. Si tratta di una questione particolarmente a cuore della Slovacchia, che nel suo semestre di presidenza UE è stata tra gli iniziatori della richiesta a Bruxelles per prendere risoluzioni, ma anche di altri paesi dell’Europa centro-orientale dove il cibo venduto nei negozi è di qualità inferiore rispetto a quello offerto nei mercati dell’Europa occidentale a stesso marchio.

Nella sua formulazione attuale, il cosiddetto ‘New deal for consumers‘ proposto in UE va contro gli interessi di questi paesi della ‘nuova Europa’, e Matečná ha detto di avere intenzione di organizzare una coalizione di Stati per opporsi a tale decisione. «Questo passo dell’Austria è assolutamente oltraggioso e inaccettabile per decine di milioni di consumatori europei. A quali interessi dei lobbisti hanno ceduto i rappresentanti austriaci?», si è chiesta la ministra, sospettando che l’Austria, al confine dell’Europa centro-orientale e paese di transito di un’enorme quantità di merci – anche alimentari – possa aver fatto il proprio interesse, anche capitolando di fronte alle pressioni dei produttori alimentari sovranazionali.

Noi, e gli altri paesi dell’Europa centrale e orientale siamo vittime di un sistema che prevede due classi di consumatori nonostante il mercato unico dell’UE: «non lo consentiremo», ha detto Matečná, informando di avere immediatamente avviato un incontro con il ministro dell’Agricoltura della Romania, che prenderà la presidenza dell’UE a gennaio 2019. È assolutamente inaccettabile rimuovere il problema della doppia qualità «che colpisce negativamente i consumatori di almeno un terzo degli Stati membri dell’UE», ha aggiunto la ministra, che ha già contattato la commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere Vera Jourova con la quale ha preso appuntamento per gennaio. Le principali disparità tra gli stessi prodotti in vendita nella ‘vecchia’ e ‘nuova’ Europa sono la presenza di meno carne nei prodotti confezionati, più conservanti negli alimenti, e meno ingredienti attivi nei detergenti.

(Red)


Foto FB/minagris.sr

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.