Curiosità e bellezza della lingua italiana

Parole straniere e modi di dire sono la ricchezza del patrimonio linguistico.

La nostra bella lingua italiana ha una ricchezza enorme  di vocaboli, tali da poterci esprimere correttamente e in maniera esaustiva praticamente su ogni argomento arrivando a contenere, ma per difetto, almeno 110 mila vocaboli, il guaio è che di tanta abbondanza ne usufruiamo meno del 10%, almeno le persone di media cultura per scendere a poche centinaia di vocaboli non solo tra persone prive di istruzione, ma ciò che è peggio, tra i giovani che almeno anno frequentato la scuola dell’obbligo.

Con il boom dei mezzi d’informazione i vocaboli invece di aumentare diminuiscono o, peggio, vengono semplificati artificialmente come usare la X al posto della preposizione ‘Per’ oppure negli sms si contrae una frase, ad esempio: “Ti voglio bene” in TVB. È un assurdo che ci priva non solo di enormi possibilità di espressione, ma anche di un vero progresso perché più un linguaggio è povero e più siamo anche noi poveri di idee.

La bellezza della nostra lingua è di avere origine da una lingua perfetta come il latino che nei secoli si mischiata a dialetti, usanze e modi di dire che hanno creato una vera e propria miscellanea nel nostro idioma parlato con espressioni a volte assai lontane anche geograficamente, ma per una serie di accadimenti sono arrivati fino a noi.

Ad esempio dall’arabo abbiamo preso parole, ma sono centinaia, come algebraalchimia e alcuni nomi, come elisir o vento di scirocco carovane del deserto come caffèlimonizucchero, carciofizafferano.

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Foto kerttu CC0

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