Permesso di soggiorno e asilo, parte della legge è incostituzionale

Con una decisione emessa mercoledì, la Corte costituzionale della Repubblica Slovacca ha decretato come incostituzionali, e in contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, alcune parti della legislazione nazionale che riguarda la residenza degli stranieri e la concessione dell’asilo. La decisione presa in una riunione a porte chiuse della Corte indica che le parti in questione giustificano le azioni per difendere gli interessi di sicurezza della Repubblica Slovacca senza fornire motivi ulteriori nei casi di di annullamento di una domanda di residenza temporanea o permanente, come nel caso di espulsione amministrativa di un cittadino straniero. Il giudizio della Corte costituzionale trova contraddizioni anche nella decisione del ministero degli Interni per la concessione o la revoca dell’asilo, una procedura legale giustificata da potenziali minacce alla sicurezza dello Stato.

La stessa normativa era già stata messa in discussione nel 2006 dalla Corte Suprema, che denunciava in essa la violazione del principio di equità delle parti nel procedimento e il loro diritto a un processo equo. La sentenza di allora si basava su un caso concreto in cui la polizia per gli stranieri di Bratislava che aveva respinto la domanda di residenza permanente di uno straniero nel 2013.

Altre procedure dello stesso tipo erano sospese da un paio d’anni in attesa della posizione della Corte costituzionale, che ora sarà un precedente di cui tenere conto.

(Red)

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