Cosa si è deciso alla conferenza sul clima di Katowice

Un negoziato lungo, estenuante e che alla fine non ha accontentato nessuno. Archiviata la Cop24 di Katowice, la conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite in Polonia, è tempo di bilanci, in attesa del prossimo appuntamento cileno fissato per il 2019.

Le conclusioni
Cosa si è deciso, innanzitutto. Dopo 13 giorni di tira e molla, i rappresentanti dei 196 paesi – tra cui gli Stati Uniti, la cui decisione di uscire dall’accordodi Parigi sarà effettiva a partire dal 2020 – riuniti per discutere del futuro del pianeta sono riusciti a convergere su una serie di regole, riguardanti perlopiù decisioni già prese tre anni fa a Parigi. Nel corso del Cop 21, la conferenza del 2015, si riuscì infatti a ottenere l’impegno comune di mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale tra il grado e mezzo e i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali: a Katowice sono stati stabiliti i criteri con cui misurare le emissioni di Co2, in modo tale da raggiungere quell’obiettivo, e l’impegno dei singoli paesi sul tema, che varierà a seconda del proprio livello di sviluppo (anche se la stessa definizione di “Paese sviluppato” è stata oggetto di discussione, con la Turchia che rifiuta di essere considerata tale, dal momento che ciò la priverebbe di cospicui aiuti finanziari).

Le divergenze sorte in Polonia

A interrompere la sintonia dei 196 stati ci ha pensato però un rapporto. firmato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite e commissionato proprio nel corso della Conferenza di Parigi.

Tra le altre cose, la relazione conferma che l’aumento di un grado e mezzo della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali è ormai inevitabile e sarà realtà entro il 2030, e che l’obiettivo è adesso contenere tale aumento entro i 3 gradi centigradi. Per riuscirci, sarà necessario tagliare le emissioni di Co2 del 45% nei prossimi due anni. Tali conclusioni sono state avversate dai delegati di Arabia Saudita, Kuwait, Russia e Stati Uniti, condizione che non ha permesso alla conferenza di riconoscerle ufficialmente, limitandosi a produrre un testo molto debole, secondo cui tutti i paesi “accolgono con favore il tempestivo completamento” del rapporto Ipcc.

È stata una strada lunga, abbiamo fatto del nostro meglio per non lasciare indietro nessuno“, è stato il commento finale del presidente della Cop24, Michal Kurtyka, mentre molto più positiva è stata la reazione del capo delle Nazioni Unite per il clima, Patricia Espinosa, che considera “eccellente” il risultato di Katowice, anche se “alcuni dettagli dovranno essere completati e migliorati nel tempo“.

(Simone Fontana, Wired cc by nc nd)

Foto Pixsource/CC0

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.