Il presidente Kiska boccia due leggi, il Parlamento le approva di nuovo

Il Parlamento slovacco ha approvato di nuovo nella seduta odierna due leggi passate da pochi giorni sulle quali il presidente Andrej Kiska ha posto il veto appena ieri. Si tratta della legge che stabilisce dal 2019 una imposta speciale del 2,5% sui ricavi netti delle catene di vendita al dettaglio che fanno almeno un decimo del fatturato con la vendita di generi alimentari, e dell’emendamento alla legge riguardante le forze di polizia.

Nel primo caso il Capo dello Stato pensa che la nuova tassa sia uno strumento non sistemico che porta a una discriminazione di alcune catene di vendita a causa di criteri arbitrari e inadeguati riguardo alla struttura del mercato al dettaglio in Slovacchia. Avendo l’imposta un impatto significativo sul settore, l’approvazione di un provvedimento del genere avrebbe dovuto passare attraverso una approfondita discussione con gli esperti. Inoltre, la tassa produce una corretta concorrenza tra operatori al dettaglio, e l’importo addebitato alle imprese commerciali verrà inevitabilmente pagata dai consumatori finali con i rincari dei prezzi alimentari.

78 deputati su 135 presenti in aula hanno oggi votato di nuovo per approvare il provvedimento, confermando il testo nella forma in cui aveva passato l’esame parlamentare il 6 dicembre. La proposta di legge, redatta dai parlamentari del Partito nazionale slovacco (SNS) e sostenuta dalla coalizione di governo, intende creare un sostegno per gli agricoltori e i produttori di generli alimentari slovacchi attraverso le entrate dal prelievo speciale.

Il veto all’emendamento alla legge che regola le autorità di polizia è stato causato, secondo quanto ha affermato il presidente Kiska, dal fatto che cambiare la legge di per sé non risolve in modo formale e sistematico gli attuali problemi relativi al funzionamento della polizia, e lascia aperte questioni chiave riguardo all’indipendenza della polizia rispetto al Ministero degli Interni. Anche se modifica i termini per la sua nomina, la scelta del presidente delle forze di polizia continuerà ad essere il risultato di un processo decisionale politico, dice il presidente.

In questo caso, con 80 voti la camera unica del Parlamento slovacco ha annullato il veto del presidente, e ripristinato il provvedimento che entrerà in vigore da febbraio 2019. Il maggior cambiamento della legge è il nuovo sistema di nomina del capo della polizia. Alla selezione pubblica con una giuria qualificata potranno essere ammessi soltanto membri del corpo di polizia con almeno dieci anni di servizio. Il ministro dell’Interno farà la nomina, tenendo conto del risultato della selezione e delle raccomandazioni della commissione parlamentare Difesa e sicurezza. Il ministro può anche licenziare il presidente della polizia per gravi motivi, ma solo con l’ok di almeno tre quinti dei membri della commissione parlamentare.

(Red)

Foto prezident.sk

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