Fico, Smer può vincere le elezioni 2020. E vuole il diritto di replica alle bugie dei media

Riunito sabato a Trenčín dopo un anno di grandi sconvolgimenti, il partito socialdemocratico Smer-SD ha espresso nel suo congresso annuale l’auspicio di vincere per la quinta volta le elezioni parlamentari nel 2020 e formare un nuovo governo. Il partito socialdemocratico è risultato il primo partito in tutti i quattro appuntamenti elettorali dal 2006 ad oggi. Solo nel 2010 l’opposizione di centro destra fu in grado di unirsi per un programma comune, ma la legislatura si concluse anticipatamente meno di due anni dopo per il rifiuto dei liberali di SaS di sostenere il meccanismo europeo di salvataggio per i paesi in crisi dell’Eurozona.

Il presidente di Smer, Robert Fico, nel suo discorso di apertura ha dichiarato la volontà sua e di tutto il partito di vincere anche nel 2020, riconoscendo tuttavia che per raggiungere questo obiettivo sarà necessario il coraggio di cambiare alcune facce e fare una seria riflessione interna sugli errori commessi. In ogni caso, Fico non vede dalla parte dell’opposizione nulla che possa fermare o mettere in dubbio un tale piano vittorioso, che lui considera seriamente realistico. «L’unico programma dell’opposizione è criminalizzare la coalizione di governo, il loro unico programma è mettere tutti noi in galera», ha affermato Fico. Il leader Smer ha aggiunto che tuttavia il partito è sopravvissuto a diversi colpi pesanti nei mesi scorsi, dopo l’assassinio del giornalista Kuciak e della sua fidanzata, fatto che ha scatenato le piazze e portato alla caduta del terzo governo guidato da Fico.

Fico si è anche scagliato contro i media, rei di diffondere bugie tra le persone. Giornali, radio e televisioni si sono «militarizzati come mai prima d’ora» e «hanno mentito alla gente» in diverse occasioni su casi che hanno diviso l’opinione pubblica e messo il governo alle strette, accusandolo anche di presunti legami con la mafia italiana. Proprio per rispondere alla nuova forza dei media, Robert Fico ha affermato di voler ripristinare il diritto di risposta per i funzionari pubblici. «Non vedo perché un politico che è dileggiato e sporcato di fango su dieci pagine [di giornale] non dovrebbe avere il diritto di rispondere». Tale misura, l’obbligatorietà dei media di pubblicare le smentite dei politici, era stata istituita da un passato governo di Fico, poi revocata dall’esecutivo di Iveta Radicova (2010-2012), lasciandolo soltanto  per gli individui, ma non per i funzionari pubblici. Inoltre, Fico chiede che il divieto per i siti web dei media di pubblicare commenti anonimi. In questo caso, dice, l’editore dovrà assumersene la responsabilità. Non si può sopportare di leggere utenti anonimi di internet che scrivono che il premier Pellegrini e Robert Fico devono essere impiccati. Questo «è l’unico modo per ripristinare una parvenza di ordine in questo paese», ha affermato l’ex primo ministro.

Sempre riguardo ai media, con cui Fico ha sempre avuto un rapporto difficile, egli ha dichiarato che «questo è un paese di successo, ma aprendo i nostri giornali si ha l’impressione di vivere in un paese africano sottosviluppato dove niente funziona». Allo stesso modo, i media attribuiscono al partito Smer la colpa dell’ascesa dell’estremismo e dei media alternativi di estrema destra, ma «si sottraggono alle loro responsabilità» per offrire un’alternativa a una visione monopolistica del mondo.

Il presidente Smer ha poi garantito il pieno appoggio suo e di tutte le strutture del partito al primo ministro Peter Pellegrini, ma chiede a lui e ai suoi ministri di promuovere più spesso la politica del partito, perché la squadra Fico-Pellegrini ha diversi meriti.

Accennando alle elezioni presidenziali del prossimo anno, Fico ha sostenuto di avere un candidato forte del partito Smer, ma il suo nome sarà rivelato più avanti per sottrarlo al fango dei media e al linciaggio dell’opposizione. Dobbiamo essere prudenti, ha detto Fico, che non ha mancato di criticare l’attuale presidente Andrej Kiska: «spero che eleggeremo un presidente migliore di quello attuale: abbiamo bisogno di un presidente […] che non sia solo una bolla vuota» e rispettato in tutto il mondo.

(Red)

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