Respinto ricorso alla CEDU, Babiš rimarrà nella lista di agenti comunisti della ŠtB

Il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) del primo ministro ceco Andrej Babiš non ha avuto l’effetto sperato. Il nome di Babiš rimarrà scritto nei registri degli agenti dell’ex polizia segreta (ŠtB) durante il comunismo, che sono depositati presso l’Istituto per la memoria nazionale (ÚPN), dopo che la corte di Strasburgo ha respinto il 20 novembre – ritenendola “inaccettabile” – la denuncia del politico e uomo d’affari contro la Repubblica Slovacca presentata nel giugno 2018, di cui non si conoscono il contenuto nei dettagli. A pubblicare la notizia, diversi giorni dopo la sentenza, il settimanale ceco Respekt.

Babiš, milionario di origine slovacca a capo di un impero industriale con società controllate sia in Repubblica Ceca che in Slovacchia, di cui diverse società editrici, cercò in tutti i modi di far cancellare il suo nome dagli archivi come agente informatore della polizia segreta comunista. Dopo avere vinto il processo di primo grado contro ÚPN, in quanto la corte aveva accettato la testimonianza di ex ufficiali ŠtB che sostenevano che Babiš non era un agente o che non ricordavano nulla.

Le loro dichiarazioni sono state contestate con pagine dai registri della ŠtB in cui è registrato un agente chiamato “Bureš” a fianco del cognome Babiš. Nome in codice che appare in diverse annotazioni come collaboratore della polizia segreta comunista. La Corte costituzionale slovacca ha accettato le prove evidenziali e stabilito che la testimonianza degli ex membri di ŠtB non può essere considerata credibile. Un successivo appello di Babiš di ultima istanza alla Corte Suprema fu rigettato ne febbraio di quest’anno.

Il premier ceco, tuttavia, ha fatto sapere oggi di non arrendersi, e di intendere proseguire la sua battaglia in Slovacchia, «dove ho vinto più volte in tribunale», e dove la Corte costituzionale ha annullato le sentenze «per motivi incomprensibili», come ha detto al sito web ceco Blesk Zpravy. Lui continua a sostenere di essere stato inserito a sua insaputa nei registri della polizia segreta.

(Red)


Foto NATO cc by nc
Foto upn.gov.sk

 

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