Passaggio simbolico di testimone per la presidenza slovacca dell’OSCE

Nel corso di un evento organizzato dall’Italia a Milano ieri e oggi è stato passato simbolicamente il testimone della presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) da Roma a Bratislava. L’evento in questione era il Consiglio annuale dei ministri dell’OSCE, in cui si sono discussi i temi principali sul tappeto, come gli scontri in Ucraina, la questione della prevenzione dei conflitti, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e la cooperazione con i paesi del Mediterraneo.

La presidenza della Repubblica Slovacca della più grande organizzazione intergovernativa nel continente dedicata alla sicurezza inizierà ufficialmente il 1° gennaio 2019. A rappresentare la Slovacchia a Milano, e prendere il testimone dall’Italia, era il ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajčák, che proprio oggi ha ritirato le dimissioni e intende continuare a far parte del governo retto da Peter Pellegrini (Smer-SD) fino alla fine del mandato, nella primavera 2020. Insieme al ministro era presente il sottosegretario Lukáš Parízek, che è anche plenipotenziario del ministero per la presidenza slovacca dell’OSCE.

Il ministro Lajčák nel suo discorso di apertura ha elogiato il modo in cui la presidenza italiana è riuscita a padroneggiare il funzionamento dell’organizzazione in un periodo difficile. «Il nostro ruolo inizia dove persistono violenza e attacchi contro la dignità umana, e anche dove c’è una via per la pace piuttosto chiara», ha detto Lajčák, riferendosi in particolar modo alla crisi in Ucraina, che sarà certamente uno dei temi dominandi della gestione slovacca 2019 dell’OSCE. «Il recente incidente nel Mar d’Azov è un’altra sveglia per tutti noi», ha aggiunto il ministro.

(Red)

 

Foto mzv.sk
Lajčák con Moavero Milanesi

 

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