Il Parlamento approva il bilancio 2019, in pareggio per la prima volta

Il Parlamento slovacco ha approvato oggi con il voto di 79 deputati su 142 presenti il bilancio dello Stato per il 2019. L’esame in aula del bilancio, presentato dal ministro delle Finanze Peter Kažimír (Smer-SD), è iniziato venerdì 30 novembre. Per la prima volta la Slovacchia avrà l’anno prossimo un bilancio in pareggio, con il perfetto equilibrio tra spese ed entrate. Secondo le stime del ministero delle Finanze, che hanno messo in conto l’andamento previsto dell’economia e diversi fattori di rischio, anche il bilancio del 2020 sarà in pareggio, per poi registrare nel 2021 un moderato avanzo dello 0,2% del PIL.

Inizialmente, il governo aveva dato l’ok a un bilancio in deficit per lo 0,1% del PIL, pari a oltre 2 miliardi di euro. Si è poi ricreduto dopo i commenti della Commissione europea, decidendo di presentare un proprio emendamento per portare in pareggio i conti dello Stato con un anno di anticipo, giustificando la mossa con stime macroeconomiche più ottimistiche del previsto. I conti del bilancio sono infatti basati su previsioni macroeconomiche ufficiali secondo le quali il PIL della Slovacchia crescerà del 4,5% l’anno prossimo, quando le esportazioni dovrebbero aumentare grazie all’aumento di nuove produzioni e soprattutto alla crescita della produzione del comparto automobilistico, dove è appena stata avviata la fabbrica del gruppo Jaguar Land Rover.

Il bilancio prevede inoltre la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, e un tasso di disoccupazione che dovrebbe scendere a nuovi minimi storici. In generale, i salari nominali sono attesi crescere nel 2019 ad un tasso superiore al 6%, mentre il governo ha inserito in bilancio la copertura dell’aumento salariale del 10% e di altri accordi sulle retribuzioni per i dipendenti nella pubblica amministrazione.

Parlando in televisione domenica, il premier Pellegrini ha affermato che questo bilancio è incentrato principalmente su anziani, bambini, disabili e malati. «Riusciremo a garantire il maggior aumento dei salari [pubblici] di sempre, abbiamo stanziato ingenti investimenti per gli ospedali, mentre ci sono anche misure per gli agricoltori. Continuiamo a fare significativi investimenti nella difesa e ci saranno centinaia di milioni di euro per l’istruzione», aveva detto.

Secondo il documento approvato, nel 2019 i conti pubblici dovrebbero contare su entrate per 15,492 miliardi di euro, mentre le spese sono stimate a 17,635 miliardi, conseguendo un rosso di gestione di 2,113 miliardi di euro, appunto lo 0,1% del Prodotto interno lordo previsto.

Il prossimo anno il debito lordo dell’amministrazione pubblica dovrebbe diminuire al 47,3% del PIL, per scedenre al 44,8% alla fine del 2021.

(Red)

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