La “dieta mediterranea” è ora Patrimonio mondiale Unesco

La dieta mediterranea è entrata nel Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, assieme alla gastronomia francese. L’ok è arrivato dal comitato intergovernativo dell’ente riunito a Nairobi, dopo un iter durato oltre due anni. Ad annunciarlo poche ore fa è stato Pier Luigi Petrillo, responsabile della delegazione del Ministero italiano delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e guida della task force del Ministero proprio per questo obiettivo. «Finalmente l’alimentazione Mediterranea è stata approvata all’unanimità. Questo è un grande traguardo per il nostro Paese», ha detto Petrillo. Dichiarazione alla quale si è subito accodato il Ministro Giancarlo Galan, affermando che «La proclamazione della Dieta Mediterranea quale stile di vita sostenibile, basato su tradizioni alimentari e su valori culturali secolari, rappresenta una svolta epocale nel processo di valorizzazione di usi e costumi legati alle diete alimentari dei vari popoli».

«A livello internazionale, grazie alla proclamazione della Dieta Mediterranea, è stato certificato una volta per tutte lo stretto legame tra la cultura e le pratiche alimentari tradizionali di un popolo, ed è stata consacrata la loro inscindibilità», ha proseguito il Ministro. «La Dieta Mediterranea, in quanto insieme unico al mondo di pratiche alimentari, sociali e culturali ha pienamente meritato il riconoscimento convinto dell’Unesco», ha concluso Galan.

La candidatura era stata proposta congiuntamente da Italia, Spagna, Grecia e Marocco che, dopo un primo coordinamento da parte della Spagna con esiti incerti, si affidava all’Italia che ne ha portato avanti l’unicità con grande forza, anche riferendosi al noto esempio del territorio del Cilento, nel Salernitano, dove la dieta mediterranea è stata scoperta nel secolo scorso.

Dopo una prima intuizione nel 1939 del medico italiano Lorenzo Piroddi, che viene considerato da molti il padre della dieta mediterranea, fu il medico ricercatore americano Ancel Keys a scoprire del tutto le sue proprietà. Trasferitosi nel dopoguerra (per viverci poi quarantanni) a Pioppi, nel Cilento, dove aveva notato una bassa incidenza delle disfunzioni coronariche, studiò a lungo con altri scienziati quel regime alimentare che fu denominato “dieta mediterranea”. Keys la promosse in tutto il mondo, visse 100 anni e fu insignito nel 2004 della medaglia al merito alla salute pubblica della Repubblica Italiana.

(La Redazione)

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