Chi sono e cosa vogliono i gilet gialli

“Non stiamo bloccando il traffico, semplicemente lo filtriamo”, spiega Loup, un ex assistente scolastico di 64 anni, con entrambe le mani in tasca e un orecchino d’argento su entrambe le orecchie. Con indosso uno dei gilet gialli che dà il nome al movimento, Loup e decine di altre persone hanno messo in piedi una protesta in una rotonda alla periferia di Evreux, nella Normandia meridionale. Sul terreno fangoso, delle cassette di legno sono state incendiate, mentre alcune pile di croissant sono accatastate su un tavolo da campeggio. I manifestanti hanno bloccato una corsia della strada, e gli automobilisti che passano di lì suonano i clacson non per la rabbia ma in segno di sostegno.

Due settimane fa i gilet gialli sono emersi dal nulla, grazie a Facebook, e hanno bloccato le strade di tutta la Francia. La rabbia scaturita per l’aumento delle tasse sul gasolio si è allargata fino a diventare una protesta contro il presidente Emmanuel Macron. “Alla fine del mese, semplicemente non posso permettermi di riempire il serbatoio”, spiega Sandra, un altro gilet giallo e madre single di due bambini piccoli, che lavora in un negozio di ottica e guida per venti chilometri ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro. “Non siamo ricchi, ma non siamo poveri. È un attacco alle classi medie che lavorano”.

Il governo sostiene che l’aumento di 7,6 centesimi di euro al litro di diesel fa parte di un piano per riallineare le tasse sui carburanti e sul petrolio, e per diminuire l’inquinamento dovuto agli scarichi dei veicoli. Un ulteriore aumento di 6,5 centesimi è previsto per il gennaio 2019. “Preferisco tassare il carburante che il lavoro”, ha dichiarato Macron. “Le persone che si lamentano dell’aumento dei prezzi sono le stesse che chiedono un’azione contro l’inquinamento dell’aria perché i loro figli si ammalano”.

” La mancanza di una guida formale rende i gilet gialli
imprevedibili e difficili da gestire “

Nelle grandi città francesi i pendolari sono ben serviti da metropolitane, programmi di biciclette in condivisione e autisti Uber, e le tasse ecologiche sono viste come un elemento virtuoso. Ma in luoghi come le campagne della Normandia, le persone che guadagnano meno non credono alle argomentazioni ambientaliste dell’esecutivo. Ricordano come i precedenti governi avessero incoraggiato l’uso del diesel e oggi pensano che l’aumento delle tasse sia una punizione nei confronti delle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, e la prova del disprezzo del presidente. “Il signor Macron è arrogante e ha poco rispetto per la gente”, sostiene Loup.

Articolo di The Economist
Leggi il resto in italiano su Internazionale.it

AGGIORNAMENTO:
La svolta di Macron: placare i gilet gialli con la patrimoniale

Foto KRIS AUS67 cc by

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.