Carenza manodopera, SOPK: riqualificazione e lavoratori dall’estero

Reagendo alle previsioni pubblicate dal ministero del Lavoro la scorsa settimana sulla necessità di oltre 500mila nuovi lavoratori nei prossimi cinque anni per l’economia slovacca, dei quali solo 320mila sarebbero forniti dalle scuole slovacche, mentre sei laureati su dieci non trovano un lavoro nel proprio campo di studi, la Camera di commercio e industria slovacca (SOPK) pensa che ci siano solo tre possibili soluzioni.

La prima è una riqualificazione dei diplomati e laureati, nonché dei disoccupati di lungo periodo, finanziando direttamente gli imprenditori – e investendo più risorse – piuttosto che dare fondi alle agenzie di formazione, perché i datori di lavoro sono capaci di meglio interpretare i bisogni delle imprese. La seconda scelta possibile è riportare in patria gli slovacchi che stanno attualmente lavorando all’estero. Secondo i dati disponibili si tratta di quasi mezzo milione di persone. La terza opzione è di importare manodopera dall’estero, in particolare da paesi al di fuori dell’Unione europea.

Secondo il vicepresidente SOPK, Július Kostolný, queste sono anche soluzioni più rapide rispetto a quanto si impiegherebbe a modificare l’impostazione del sistema di istruzione in Slovacchia, allineandolo alle esigenze del mercato del lavoro. Del resto, ammette il rappresentante della Camera di commercio, nessuno oggi è in grado di pianificare una struttura delle qualifiche necessarie, e per di più a livello regionale, con cinque anni di anticipo. Il mercato del lavoro è infatti oggi molto dinamico e in continua evoluzione.

Kostolný ha sottolineato che, con questo stato di cose, «l’importazione di forza lavoro dall’estero dovrebbe diventare una priorità di lungo periodo di tutte le autorità statali competenti. Dovremmo inoltre negoziare con paesi selezionati dei regimi preferenziali al più alto livello». Si dovranno dunque adottare le modifiche legislative necessarie a raggiungere l’obiettivo.

Secondo l’analisi condotta da Trexima per conto del ministero del Lavoro, fino al 2023 la Slovacchia avrà quindi bisogno di un numero tra 150 e 180.000 lavoratori dall’estero. Il che porterebbe gli stranieri a circa il 4% della forza lavoro totale in Slovacchia, una quota accettabile rispetto ad altri paesi, dice Kostolný.

(La Redazione)

Foto pixabay

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