Dimissioni del ministro degli Esteri Lajčák: il presidente Kiska deciderà domani

Fine settimana di attesa per il primo ministro Peter Pellegrini, che nell’incontro ufficiale di lunedì ha tentato di persuadere il ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajčák a riconsiderare la sua decisione di dimettersi. Dopo aver visto il ministro, un incontro di cui non si conosce l’esito, Pellegrini ha detto che non riesce ad immaginare chi altri potrebbe dirigere con autorità sufficiente dal primo gennaio 2019 la prima presidenza slovacca dell’OSCE (Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa). Ma lo stesso vale per gli impegni rischiesti alla diplomazia slovacca nella difficile partita tra Russia e Ucraina che si svolge poco oltre il confine orientale del paese, ha aggiunto. Secondo Pellegrini, il Global Compact delle Nazioni Unite sulla migrazione non è un motivo per cui un rappresentante così illustre della diplomazia slovacca si debba dimettere.

Diversi politici, incluso Béla Bugár, presidente del partito di maggioranza Most-Híd, temono che le dimissioni di Lajčák mettano in discussione l’orientamento della Slovacchia in politica estera, soprattutto se ci fosse del vero dietro alle voci che nei giorni scorsi citavano quale candidato alla sostituzione l’ex premier Robert Fico. Pellegrini, tuttavia, garantisce che il paese non devierà mai dalla sua fedeltà alla UE o alla NATO, anche con un diverso ministro.

Lajčák ha annunciato l’intenzione di dimettersi lo scorso giovedì, dopo la bocciatura del Global Compact dell’Onu per le migrazioni da parte del Parlamento slovacco. Lajčák inoltre non ha gradito che alcuni membri della coalizione – a partire dal Partito nazionale slovacco (SNS) – abbiano suggerito che la Slovacchia non dovrebbe inviare alcun rappresentante alla conferenza ONU di Marrakech, dove il documento sarà adottato.

Il del ministro degli Esteri ha inviato al palazzo presidenziale venerdì la lettera con la quale rassegna le dimissioni. Ma l’incontro con il presidente Andrej Kiska si è svolto soltanto oggi. Dopo la discussione con il ministro, Kiska ha deciso di attendere a prendere una decisione fino a dopo la riunione di governo di domani, mercoledì. Il premier Pellegrini aveva chiesto a Kiska di non accettare le dimissioni di Lajčák.

Anche il segretario generale dell’OSCE, Thomas Greminger, ha cercato di persuadere il capo del servizio diplomatico della Slovacchia a rimanere in carica per guidare la presidenza dell’OSCE l’anno prossimo. Greminger, che ha incontrato il primo ministro Pellegrini a Bratislava in un incontro già programmato, ha elogiato il lavoro di Lajčák per la preparazione della presidenza slovacca dell’OSCE. Greminger ha espresso il desiderio che sia l’attuale ministro degli Esteri slovacco a presiedere l’OSCE nel 2019, in quanto è il diplomatico slovacco meglio preparato per questo compito.

(La Redazione)

Foto prezident.sk

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