Attivisti Greenpeace: Procuratore generale decide la loro scarcerazione

Il Procuratore generale della Repubblica Slovacca Jaromir Čižnár questa mattina ha ordinato il rilascio dalla carcerazione per tutti i dodici attivisti di Greenpeace che erano in custodia da mercoledì scorso. L’annuncio è stato fatto oggi nel corso di una conferenza stampa dallo stesso PG, che ha detto che i giovani sono stati tenuti in custodia ingiustamente. Ieri il PG aveva chiesto al tribunale distrettuale di Prievidza il dossier relativo agli attivisti di Greenpeace dei quali la corte aveva ordinato domenica la carcerazione preventiva. La portavoce del procuratore generale aveva informato che la mossa era motivata dal possibile ritiro del caso dalla giurisdizione della procura della Repubblica a Trenčín, e al tempo stesso dalla volontà di esaminare le azioni svolte dalle forze dell’ordine.

Mercoledì 28 novembre la polizia ha arrestato quindici attivisti di Greenpeace di quattro nazionalità che avevano scalato la torre della miniera di lignite a Nováky, di proprietà della compagnia Hornonitrianske Bane Prievidza. Gli attivisti avevano srotolato dalla cima della torre uno striscione di 15 metri che chiedeva la fine dell’estrazione di carbone nella regione dell’Alto Nitra, dove peraltro c’è un progetto di conversione della locale industria mineraria con altre industrie pulite nel corso di diversi anni. La corte distrettuale di Prievidza ha deciso domenica di tenere in custodia 12 attivisti (sette donne e cinque uomini) nel corso del procedimento penale, per il “pericolo che continuino a commettere reati”. Le porte della galera in attesa del giudizio avrebbero potuto essere chiuse quanto meno per diversi mesi, senza l’intervento del Procuratore generale.

L’organizzazione ambientalista Greenpeace accusa la corte di una eccessiva e inutile dimostrazione di forza, considerando che, oltre ad essere la prima volta che viene decretata la custodia prevendita per attivisti ambientali, i dodici non hanno messo in pericolo nè l’incolumità né la salute delle persone, e nemmeno hanno provocato danni alle cose. I legali del gruppo di attivisti, che ora rischiano fino a 5 anni di carcere, hanno presentato appello contro la decisione di detenzione, che sarà decisa dal tribunale regionale di Trenčín.

Nel frattempo anche dai vertici politici la sentenza è stata etichettata come eccessivamente punitiva. Il primo ministro Pellegrini ha definito “assurda” la decisione. Pur non sostenendo le opinioni di Greenpeace né i suoi metodi, Pellegrini ha detto che «si dovrebbe considerare se è davvero la migliore soluzione possibile tenere dodici giovani in custodia cautelare». Sulla stessa linea d’onda il ministro della Giustizia Gábor Gál (Most-Hid), secondo cui, pur nel rispetto dell’indipendenza della magistratura, il verdetto è stato una assoluta sorpresa. Critiche e proteste sono arrivate da diversi partiti di opposizione a anche da membri del governo.

Ieri a Bratislava e Košice si sono svolti due raduni organizzati da Greenpeace Slovensko per chiedere l’immediata scarcerazione degli attivisti in galera. I raduni si sono tenuti sotto il titolo “Eroi, non criminali” (Hrdinovia, nie zločinci).

(Red)

Foto Vlado Benko jr /
FB-Greenpeace

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