Il presidente della polizia costringe alle dimissioni il capo della NAKA

Il presidente del corpo di polizia Milan Lučanský ha concordato con il direttore dell’Agenzia nazionale per la criminalità (NAKA) Peter Hraško che quest’ultimo si dimetterà dal suo incarico. La notizia è arrivata giovedì, dopo che alcuni giorni prima Lučanský avesse detto pubblicamente che Hraško non lo aveva tenuto informato correttamente e annunciato la sua intenzione di valutare sanzioni per il funzionario.

Malgrado la procedura disciplinare «non sia ancora stata completata», ha scritto Lučanský su un social network, «ho accettato di tenere Hraško nel corpo di polizia. Lui mi dirà entro la fine dell’anno in quale reparto gli piacerebbe continuare a lavorare. Avrà un incarico all’interno di una unità di polizia diversa dalla NAKA». Fino al 31 dicembre Hraško rimarrà a capo della NAKA, e dopo le sue dimissioni non sarà rimpiazzato subito. Come capo transitorio del corpo di polizia, Lučanský ha deciso che la nomnina non spetta a lui ma al nuovo capo della polizia, che dovrebbe essere nominato a breve. Nel frattempo, a dirigere l’Agenzia anticrimine sarà l’attuale numero due, Patrik Jurik.

Il procedimento disciplinare nei confronti di Hraško è stato deciso da Lučanský a seguito degli interrogatori degli organizzatori delle proteste “Per una Slovacchia dignitosa”, avviati da una denuncia anonima che è stata presentata il 10 settembre. L’accusa su cui NAKA lavorava era di corruzione e di sospetto tentativo di organizzare un colpo di Stato. Durante l’inchiesta sono stati interrogati cinque degli organizzatori, ma ulteriori appuntamenti sono stati annullati. Lučanský aveva detto che il suo sottoposto gli aveva mentito riguardo alle indagini. Il 16 novembre migliaia di persone (10mila solo a Bratislava) si sono radunate in piazza in tutto il paese per opporsi alle assurde indagini per cospirazione inventate contro gli attivisti. Sulla spinta delle proteste, il governo dell’ex premier Robert Fico aveva rassegnato le dimissioni nel marzo scorso.

Il 18 novembre Lučanský aveva detto che l’ispezione sul caso della denuncia anonima aveva portato alla luce diverse incongruenze, e discordanza tra le informazioni che aveva ricevuto dagli alti funzionari della NAKA e la realtà. Tra queste, egli aveva citato «l’incapacità di un alto ufficiale di polizia di valutare correttamente la situazione dopo aver ricevuto una denuncia penale».

(Red)

Foto FB/policiaslovakia

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