Greenpeace: carcere preventivo per gli attivisti anti-carbone di Nováky

Gli attivisti di Greenpeace che mercoledì erano saliti sulla torre mineraria di una miniera di carbone a Nováky, nella regione di Trenčín, per protestare contro i ritardi del governo nel decretare la fine dell’era inquinante del carbone come combustibile fossile, resteranno in carcere in attesa di processo. Così ha deciso ieri (domenica), con una determinazione senza precedenti, la corte distrettuale di Prievidza, che ha confermato l’arresto per 12 attivisti ambientali. Il 28 novembre la polizia aveva preso in custodia quindici membri di Greenpeace di quattro nazionalità che avevano preso parte all’operazione. Mentre tre di loro erano stati rilasciati la sera stessa di mercoledì scorso, sette donne e cinque uomini sono rimasti in carcere. Il giudizio cita come ragione per la custodia cautelare il timore che essi continueranno a commettere reati, in particolare mettendo a rischio e arrestare il funzionamento di altre strutture minerarie o di centrali produttrici energia termica che utilizzano carbone.

Gli attivisti erano entrati nell’impianto minerario e avevano preso d’assalto la torre sulla cui cima avevano appeso un grande striscione di 15 metri con la scritta “Fine all’era del carbone”, invitando il governo a porre fine ai sussidi alle società private che estraggono lignite, il tipo di carbone più inquinante, come quella proprietaria dell’impianto – Hornonitrianske bane Prievidza (HBP) – cui arrivano ogni anno milioni di euro di sovvenzioni pubbliche. Mentre a Katowice, nella vicina Polonia, si stanno iniziando i lavori della COP24, la conferenza sui cambiamenti climatici cui parteciperanno i governi di tutto il mondo, Greenpeace critica l’esecutivo slovacco che continua a tergiversare invece di chiudere al più presto l’industria mineraria nella regione, che produce gravi danni alla salute delle persone e alla tutela dell’ambiente. E invita alla solidarietà internazionale per gli attivisti in carcere.

Greenpeace rifiuta le accuse del proprietario della miniera HBP, secondo cui gli attivisti, prendendo il controllo della torre che ospita le apparecchiature automatiche per il trasporto di carbone dal sottosuolo hanno messo in pericolo il lavoro di centinaia di minatori che in quel momento si trovavano sottoterra. HBP ha immediatamente sospeso i lavori in minera, dicendo che era troppo rischioso dopo l’inizio dell’azione di protesta, riprendendoli cinque ore più tardi. Greenpeace chiede l’interruzione dell’estrazione del carbone e il suo utilizzo per generare elettricità.

Ukážme, že ľudia pokojne protestujúci proti znečisťujúcej uhoľnej bani sú hrdinami, nie zločincami.

Ukážme, že ľudia pokojne protestujúci proti znečisťujúcej uhoľnej bani sú hrdinami, nie zločincami.

Uverejnil používateľ Greenpeace Slovensko Sobota 1. decembra 2018

L’organizzazione internazionale ambientalista, presente in 39 paesi del mondo, critica la corte slovacca dicendo che la decisione di incarcerare gli attivisti è senza precedenti. Gli ambientalisti non sono criminali da sottoporre al carcere preventivo, dice Greenpeace, spiegando che la protesta è stata pacifica e senza nessuna violenza, e segnalando i propri dubbi sull’imparzialità del procedimento penale. Gli attivisti si trovano ora a fronteggiare «accuse infondate e rischiano fino a 5 anni di carcere», nota l’organizzazione. I difensori degli imputati, che stanno preparando il ricorso immediato alla decisione del giudice, vogliono anche chiedere che il caso sia giudicato da una corte di un’altra regione slovacca. A loro parere non è stato preso in considerazione «l’esercizio non violento del diritto costituzionale [degli attivisti] alla libertà di espressione, che non ha messo in pericolo la vita e la salute delle altre persone», ma nemmeno fatto danni alla proprietà privata.

Aktivizmus nie je zločin!

Práve teraz v Prievidzi. Aktivistov Greenpeace predviedli pred súd, ktorý rozhodne o tom, či ich budú vyšetrovať väzobne.

Uverejnil používateľ Greenpeace Slovensko Sobota 1. decembra 2018

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) ha scritto su Facebook ieri che anche se non condivide le opinioni di Greenpeace sulle miniere di carbone nella zona dell’Alto Nitra e non è d’accordo con i suoi metodi, «si dovrebbe considerare se è davvero la migliore soluzione possibile tenere dodici giovani in custodia cautelare». Definendo la cosa “assurda”, Pellegrini ha proseguito dicendo che chiederà al ministro della Giustizia «come possiamo stabilire delle regole in questo campo per fare in modo che vengano perseguite le persone che sono veramente pericolose per la società». Pronto il plauso di Greenpeace Slovensko: «Siamo lieti che il primo ministro Peter Pellegrini convenga che l’azione contro Greenpeace è inadeguata».

SITUÁCIA NA HORNEJ NITRENa význam ťažby uhlia na Hornej Nitre mám určite iný názor ako skupina ochranárskych…

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Nedeľa 2. decembra 2018

Simile il commento di Béla Bugár, leader del partito della coalizione di governo Most-Hid, secondo il quale il verdetto di carcere preventivo è del tutto “inappropriato”. Gli attivisti di Greenpeace, ha detto lodando il loro impegno e citando il tema dei cambiamenti climatici, «si preoccupano non solo per le sorti del nostro paese, ma anche del nostro pianeta».

Dal canto suo Andrej Danko, capo dei nazionalisti di SNS, alleato di governo e presidente del Parlamento, ha invitato i politici a non commentare la decisione del tribunale, ma a rispettarla. «Non è il ruolo dei politici commentare un verdetto di tribunale», ha detto.

Si è poi aggiunta la voce del ministro della Giustizia Gábor Gál (Most-Hid): «le sentenze devono essere rispettate», «ma il processo contro attivisti di Greenpeace tenuti in custodia mi ha sorpreso», ha detto il ministro oggi. Non come ministro, ma come «cittadino e avvocato» dico che «la sentenza in questo caso mi ha sorpreso, anche se il modo in cui Greenpeace svolge la sua missione è spesso discutibile». Tenere in carcere persone in attesa di giudizio non è sempre la soluzione corretta, anche perché con l’aumento di procedimenti in custodia cautelare le carceri del paese si sono quasi riempite. E le idee messe in campo di recente, come la cavigliera elettronica per un controllo a distanza non sta funzionando come dovrebbe. Il ministero della Giustizia ha informato che sta cercando delle soluzioni che permettano l’uso di pene alternative applicabili anche in casi simili.

La decisione del giudice è stata criticata anche dai partiti di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS), che ha detto trattarsi di un attacco alla libertà di espressione e OLaNO, che ha posto l’accento sul fatto che l’impianto dove ha avuto luogo la protesta appartiene a una società collegata a scandali di corruzione e che l’obiettivo degli attivisti era la protezione della salute pubblica. Critici anche i partiti extraparlamentari Progresivné Slovensko, Spolu e KDH.

Per protesta contro il verdetto e solidarietà nei confronti degli imputati, chiedendone il rilascio immediato, Greenpeace Slovensko ha organizzato per oggi alle 18 due raduni, a Bratislava e Košice con il motto “Eroi, non criminali” (Hrdinovia, nie zločinci).

(La Redazione)

Foto Tomáš Halász / Greenpeace

 

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