Il Parlamento slovacco rifiuta il Global Compact ONU per le migrazioni

Giovedì mattina il Parlamento ha approvato la risoluzione del Partito nazionale slovacco (SNS) per chiedere al governo di rigettare il Global Compact for Migration delle Nazioni Unite, documento che intende regolare i flussi delle migrazioni in tutto il mondo, e mettere dei punti fermi sui diritti dei migranti e dei rifugiati. Con la risoluzione, appoggiata anche dai socialdemocratici di Smer-SD e votata complessivamente da una maggioranza schiacciante di 90 parlamentari su 150, si è stabilito che nessun rappresentante della Slovacchia prenderà parte alla conferenza indetta dall’ONU a Marrakesh il 10 e 11 dicembre. Il primo ministro Peter Pellegrini ha spiegato che la posizione politica ufficiale della Slovacchia di disapprovazione delle linee indicate dall’ONU sarà consegnata alla conferenza tramite una lettera. Il paese «invierà un messaggio indicando quel che pensa del documento, allo stesso modo degli altri paesi», ha aggiunto.

Dopo questa decisione, la Slovacchia dovrebbe attuare misure per il suo ritiro dal processo di adozione del documento, in quanto il Global Compact per la migrazione «non è in linea con l’attuale politica di sicurezza e migrazione della Slovacchia». Nella risoluzione parlamentare si sottolinea inoltre la sovranità della Slovacchia sulla questione della politica migratoria., ribadendo la sua totale sovranità «nel definire la propria politica migratoria nazionale». La migrazione illegale motivata economicamente, dice inoltre, «è un fenomeno negativo accompagnato da rischi per la sicurezza in un contesto nazionale, regionale e globale». La Slovacchia sostiene invece «la risoluzione delle cause della migrazione nei paesi di origine», continuando a respingere la politica delle quote obbligatorie.

L’approvazione della risoluzione ha provocato le dimissioni del ministro degli Esteri Miroslav Lajčák, che si era speso in maniera strenua per riuscire a convicere i politici slovacchi a sostenere il patto ONU per le migrazioni, sul quale lui stesso aveva lavorato con impegno. Il ministro aveva cercato in tutti i modi di difendere almeno la scelta di inviare un rappresentante a Marrakech, dove la Slovacchia avrebbe potuto presentare le proprie osservazioni sulla bozza di documento. Di questo scriviamo in un altro articolo.

Andrej Danko, leader del partito SNS la cui rigidità sulla questione aveva portato a uno scontro affilato con il ministro, ha ribadito che il Global Compact for Migration è «una questione di principio per SNS». Del resto, critici del documento ONU sono stati anche altri partiti, dice Danko, e persino da politici negli Stati confinanti. «Ho sempre detto che le Nazioni Unite dovrebbero affrontare i punti caldi locali in cui i conflitti hanno origine a causa di guerre e disordini che generano le migrazioni».

Ma probabilmente la ferita più dolorosa per il ministro è il voltafaccia sonoro del proprio partito, il socialdemocratico Smer-SD. Durante la discussione in aula il presidente della commissione parlamentare Affari dell’Unione europea Ľuboš Blaha, ha detto che il suo partito è in prima linea nella lotta contro le migrazioie, come dimostrato da diverse azioni del passato recente e dalla sua attuale opposizione al Global Compact for Migration delle Nazioni Unite che sarà discusso a Marrakech il mese prossimo. «Siamo patrioti – ha detto Blaha. Garantiamo che nessuno andrà a Marrakech, se così facendo si dichiara sostegno al Global Compact. Credo che nessun diplomatico slovacco dovrebbe andarci, questa è la soluzione più netta», ha detto. Lo stesso giorno il presidente dei socialdemocratici Robert Fico aveva detto che «Se ci sono preoccupazioni che la nostra partecipazione a Marrakesh significhi un consenso con il patto, allora […] mi aspetto che il governo agisca in accordo con quanto deciso da 90 parlamentari». Appena il giorno prima il premier Peter Pellegrini, espressione del partito di maggioranza relativa Smer-SD, aveva spiegato che il punto non è se mandare o meno qualcuno a rappresentare il paese in Marocco, ma piuttosto se la Slovacchia non si debba in qualche modo giuridicamente impegnarsi a fare qualcosa [che non vuole] nella questione migratoria.

(Red)

Foto NRSR

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