La disuguaglianza nel mondo sta aumentando?

Joe Hasell, economista dell’Università di Oxford, ha pubblicato uno studio che mostra l’aumento o la diminuzione della disuguaglianza all’interno di molti Paesi del mondo tra il 1990 e il 2015, cioè in quello che definisce l’arco di una generazione. Hasell ha usato l’indice della disuguaglianza più famoso, l’indice di Gini, che misura la disuguaglianza in una scala da zero a uno o, per renderlo più facile da leggere, da zero a cento: mano a mano che ci si sposta da zero verso cento la disuguaglianza aumenta.

Il grafico che l’economista ha ricavato mostra che la situazione è molto varia.

Per leggere facilmente il grafico bisogna pensare che tutti i Paesi che si trovano sopra la linea che indica valori uguali nel 1990 e nel 2015 hanno peggiorato la propria situazione in termini di uguaglianza economica tra i cittadini, mentre tutti quelli che si trovano sotto la linea l’hanno migliorata. Più si scende verso il basso e verso sinistra e minore è la disuguaglianza all’interno di un Paese mentre le nazioni con più alta disuguaglianza si trovano in alto e a destra.

In Italia, per esempio, il valore nel 1990 era inferiore a trenta mentre adesso è attorno a 35: la disuguaglianza è aumentata. In Algeria, al contrario, si è scesi da un valore 40 a meno di 30. La situazione è migliorata in Russia, Brasile, Messico. È rimasta praticamente uguale in Francia. È peggiorata negli Stati Uniti, in Indonesia, in India e in Pakistan. Ma persino in Cina, nonostante la forte crescita economica, la disuguaglianza è cresciuta e in modo evidente.

Secondo Hasell i dati mostrano che la crescita della disuguaglianza non sia inevitabile e che le politiche adottate dai singoli Paesi possano fare la differenza.

(Paolo Magliocco, lastampa.it cc by nc nd)

Foto chahim cc by nc sa

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.