Il Ministero dell’Economia presenta il terzo pacchetto anti-burocrazia

Il ministro dell’Economia Peter Žiga ha presentato ieri il terzo pacchetto taglia-burocrazia sviluppato con la collaborazione di organi amministrativi dello Stato, uomini d’affari ed esperti del ramo. Il programma di normative, che sarà discusso dal governo dopo la revisione interdipartimentale, con 36 misure per ridurre il carico di procedure burocratiche, è stato illustrato ai media dal ministro in una conferenza stampa insieme al sottosegretario Rastislav Chovanec.

L’obiettivo specifico dell’iniziativa è di sostenere le imprese e la digitalizzazione, semplificare le norme per la concessione di licenze commerciali, ridurre diversi obblighi e autorizzazioni e consentire alle autorità in settori come l’igiene e le costruzioni di acquisire i dati direttamente dai sistemi computerizzati. In questo modo gli imprenditori non dovranno presentare documenti cartacei, e spesso in uffici diversi, per pratiche che diventeranno inutili. Le prime 32 misure saranno attuate entro la fine del prossimo anno, mentre il resto sarà introdotto nel 2020.

Il ministro Žiga ha sottolineato il fatto che il pacchetto prevede regole unificate per le istituzioni che i cittadini devono visitare al momento dell’avvio di un’impresa, tra le quali uffici edilizia, uffici regionali di assistenza sanitaria pubblica, ispettorati del lavoro e uffici dell’Ispettorato per le attività commerciali (SOI), che si occupa della vigilanza del mercato interno. In linea con le nuove regole, le rispettive autorità prepareranno e pubblicheranno liste di controllo degli obblighi per i nuovi imprenditori e tutti gli uffici dovrebbero pubblicare gradualmente i moduli richiesti.

Secondo Žiga, il nuovo progetto dovrebbe consentire agli imprenditori di risparmiare 72,5 milioni di euro nel primo anno e 76 milioni di euro nel 2020. Il governo ha già adottato due pacchetti anti-burocrazia. Il primo è stato approvato nel giugno 2017 e contiene 35 misure che hanno portato a un risparmio di 44 milioni di euro per le imprese. Il secondo, entrato in vigore il 1° settembre di quest’anno, contiene 23 misure volte a migliorare il contesto imprenditoriale e cinque proposte per effettuare analisi, che dovrebbero consentire un risparmio di quasi 7,4 milioni di euro all’anno.

Secondo il ministro per gli Investimenti e l’Informatizzazione, Richard Raši, nei primi due mesi dopo l’entrata in vigore della legge i datori di lavoro sono stati in grado di risparmiare 139.000 euro e circa 12.000 ore del loro tempo, potendo evitare di presentanre diversi documenti alle istituzioni della pubblica amministrazione, come gli estratti dal registri delle imprese (sia società che imprese individuali) o i documenti dal registro dei beni immobili.

(Red)

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