In Slovacchia serviranno oltre 500mila lavoratori entro il 2023

Secondo una prognosi realizzata per conto del ministero del Lavoro per studiare lo sviluppo della domanda sul mercato del lavoro nel paese, la Slovacchia entro il 2023 avrà bisogno di 514.000 nuovi lavoratori, il 60% dei quali andrò a sostituire chi va in pensione.

Lo studio, elaborato da una società chiamata Trexima, include un’analisi dettagliata della situazione generale e si spinge a prevedere quali saranno gli sviluppi nei prossimi cinque anni. Il documento, che sarà aggiornato su base annuale, stima che nei prossimi cinque anni nel paese serviranno 514.000 persone per soddisfare le richieste delle imprese. Opportunità verranno create principalmente nell’industria, nel commercio, nell’istruzione, nel settore sanitario, nei trasporti e nelle costruzioni. Sarà nella regione di Bratislava il maggior numero di opportunità di lavoro – ben 90.000 – seguita dalla regione di Nitra (70.000), mentre l’offerta sarà inferiore nelle regioni di Banska Bystrica e Presov – tra 50.000 e 55.000.

Il ministero del Lavoro ha deciso di lanciare una campagna di informazione per pubblicizzare sul territorio la prognosi e la situazione del mercato del lavoro attraverso una serie di incontri che toccherà tutte le regioni slovacche. Target specifico di questo roadshow saranno i consulenti del settore istruzione e formazione professionale, che saranno chiamati a invitare gli studenti delle scuole primarie e secondarie a scegliere determinate professioni in base a quello che offrono i datori di lavoro. Il tutto per evitare che i diplomati si trovino con competenze che non sono richieste e rimangano disoccupati. Si è cominciato il 23 novembre a Žilina, e si prosegue a Bratislava il 28 novembre, a Trenčín il 30 e a Košice il 3 dicembre.

Fino al 2023 sbarcheranno sul mercato del lavoro slovacco quasi 320.000 diplomati e laureati, che tuttavia non basteranno a coprire le esigenze delle aziende nei prossimi cinque anni. Il problema della mancanza di manodopera nel paese, spiega l’analisi, continuerà dunque a persistere. I prossimi anni, comunque, faranno spazio a una potenziale ulteriore riduzione della disoccupazione. Si citano, a titolo di esempio, due categorie di studenti che saranno pronti entro il 2023 e che mostrano caratteri opposti: i diplomati delle scuole alberghiere sono troppi e ci sarà in cinque anni un’eccedenza di 7-8.000 rispetto alle necessità del paese, mentre i laureati dei dipartimenti di ingegneria saranno 30.000 in meno di quanti servirebbero. Proprio a causa di questo squilibrio nella struttura della popolazione scolastica, il 64% dei diplomati e il 54% dei laureati finiscono per cercare lavoro al di fuori dell’ambito del proprio titolo di studio. Tuttavia, una percentuale tra l’80 e il 90% degli studenti (sia delle scuole secondarie che universitari) pensa un giorno di trovare una occupazione del settore dell’istruzione.

Il ministero del Lavoro, che ha a disposizione prognosi di questo genere a partire dal 2014, ha potuto dare i giusti indirizzi al ministero dell’Istruzione per aumentare la qualità, regolare la quantità e adattare la struttura del sistema educativo ai bisogni reali della società. Nella prima fase del progetto ci si è concentrati nella creazione di un sistema efficace per la raccolta, l’analisi e la valutazione delle informazioni sulle esigenze del mercato del lavoro.

(Red)

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3 Commenti

  1. Mi permetto di far notare che l’articolo propone per ben tre volte la parola “prognosi”. Coloro che conoscono la lingua italiana sanno che tale termine è da utilizzarsi esclusivamente in campo medico.
    La parola, peraltro molto comune, che correttamente doveva essere usata era invece “previsione”. Suggerisco a chi redige tali articoli di imparare per bene l’italiano.
    Grazie.

  2. Sicuramente è usato in campo medico, ma Treccani ci conforta allargando l’orizzonte: “2. Per estens., in varie scienze e tecniche è sinon. di previsione”. Questo ovviamente non ci esime dal correre ad iscriverci immantinente a un corso di italiano. E dal rimborsarle il costo dell’abbonamento a Buongiorno Slovacchia.
    In più, cara Susanna, ci permettiamo anche di offrirle, senza costi aggiuntivi, un corso di buona educazione, che può sempre venire buono.

  3. Innanzitutto, con riferimento al corso di buona educazione, in effetti ammetto di aver scritto in modo impetuoso e poco rispettoso, e di ciò mi scuso. Ma non sopporto il maltrattamento della lingua italiana a cui si assiste ogni ora sulle testate dei mezzi di comunicazione in rete. Anzi, il vostro giornale nel complesso non è tra i peggiori. Continuo a sostenere comunque che il termine “prognosi” da voi utilizzato, sia un errore, e l’appiglio alla Treccani è davvero molto debole. In tal caso, allora, mi devo aspettare anche di leggere “prognosi del tempo per il weekend” o “prognosi del traffico lunedì sulle autostrade”, no?
    Lasciamo le prognosi agli ospedali, che è meglio.
    Con i migliori saluti.
    S. Bottini

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