Marek Hamsik, il più giovane capitano. Biografia del “napoletano” Hamsik

“Marek Hamsik, il più giovane capitano”. Questo il titolo del libro presentato ieri pomeriggio a Bratislava, presso la  libreria Pantha Rei vicino all’Hotel Crowne Plaza, dal talentuoso centrocampista del Napoli. Marek ha presentato la sua “prima” biografia, scritta dal direttore del quotidiano slovacco Sport Ivor Lehotan, ad appena 23 anni, un’età decisamente insolita per pubblicare una biografia, nonostante le molte esperienze tra club e team nazionali, tra Slovacchia, Italia e Coppe internazionali alle quali ha dato il suo contributo, non di rado decisivo. Abbiamo detto “prima” biografia perché, comunque vada, ci si aspetta che Marek abbia ancora storia da raccontare, e un secondo libro potrebbe anche dirci di cose oggi imprevedibili, come – chessò – una vittoria in Champions con un team oggi non scontato, che sia l’Inter, il Manchester United o magari il Real Madrid di Mourinho.

La biografia è un viaggio dall’infanzia di Marek, divisa tra calcio ed hockey a Banska Bystrica, nella Slovacchia centrale, fino all’approdo alla serie A italiana e alla nascita del figlioletto Christian, avvenuta due mesi fa. Nei vari capitoli del libro, corredati da una serie di fotografie, molte delle quali inedite, si ripercorre la vita e la carriera del talento slovacco. «Spero che i giovani lettori di queste pagine possano vedere nel calcio una fonte di speranza», ha detto Hamsik alla presentazione, accennando al commissario tecnico della nazionale slovacca Vladimir Weiss che pure era presente. «Abbiamo messo tutto», ha poi detto Marek, intendendo che non esisterebbero fatti tenuti “segreti”. Nel libro, Hamsik parla della sua famiglia, della sua compagna Martina e del figlio di due mesi, degli amici e dei personaggi coi quali ha a che fare nella sua professione. E anche del suo rapporto con Napoli. «Vivo in una città dove noi giocatori veniamo considerati dei semidei», non puoi muoverti un attimo senza che ti riconoscano, ti salutino, ti rincorrano per chiedere un autografo, una foto, dice Marek.

Hamsik alla conferenza stampa con il campione ceco Pavel Nedved e il tecnico nazionale slovacco Vladimir Weiss – © PS

Prima della presentazione al pubblico si è tenuto il “battesimo” del libro per la stampa, dove abbiamo avuto l’opportunità di essere invitati dal procuratore di Marek, Juraj Venglos. Padrino d’eccezione del libro è stato il campione ceco Pavel Nedved, che pure ha passato gran parte della carriera in Italia, in particolare alla Juventus dove oggi è dirigente, e che da molti è stato accostato per qualche ragione a Marek Hamsik. Del resto proprio Nedved si lasciò andare qualche tempo fa, dicendo che «Hamsik è il mio erede. È il calciatore che per caratteristiche e per modo di giocare più si avvicina a me». Marek, dal canto suo, non ha mai nascosto per lui grande rispetto e ammirazione.  Dunque Nedved, la “furia ceca”, era l’ospite d’onore della presentazione, ed ha avuto ancora parole di elogio per il talento del Napoli. «Ci sono tutti i presupposti perché su Marek vengano scritti ancora altri libri. Marek alla sua età [23 anni, lo ricordiamo] è molto meglio di me, e molto più popolare di quanto non fossi io, e sono sicuro che potrà confermarsi nei prossimi anni», ha detto Nedved.

Marek Hamsik ha capacità, intuito, velocità. Molti lo adorano, molti criticano la sua immaturità, ma ritengono che abbia le caratteristiche per dare molto, molto di più e, pur ritenendolo insostituibile nella corrente formazione del Napoli Calcio, ricordano le sue pause durante le partite, che spezzano il ritmo e rompono la tensione. Come è successo anche ai Mondiali di quest’anno, nei quali non si è messo in luce come avrebbe potuto. E come è successo in alcune partite del campionato di quest’anno, inclusa quella di Domenica, per la quale i tifosi erano a dir poco infuriati. Il procuratore napoletano Enrico Fedele, parlando di lui a una radio campana nei giorni scorsi, ha usato queste parole. «È un giocatore insostituibile dalle immense qualità, ma ancora in embrione, può dare ancora il 70-80% in più, ne ha le potenzialità. È come un ragazzo che scrive un compitino ma ha le qualità per scrivere la Divina Commedia. Se non crescerà non arriverà ai livelli di Gerrard e Lampard, bisogna stimolarlo e renderlo il faro della squadra».

Nonostante questo, Hamsik è sempre al centro dell’interesse dei giornali e di alcuni grandi team. Per esempio l’Inter: lo slovacco piace al presidente Moratti, al direttore sportivo, e anche all’allenatore spagnolo Rafael Benitez. Le dichiarazioni del suo procuratore («A giugno potrebbe anche partire») hanno riacceso l’interesse dei nerazzurri per il calciatore, che comunque devono convincere il presidente del Napoli De Laurentiis, e non potrebbero bastare i 20 milioni di euro che varrebbe adesso il giocatore. Del resto sulle tracce di Hamsik c’è anche il Manchester United, contro il quale ha giocato pochi giorni fa senza peraltro brillare.

Marek e i suoi primi scarpini da football – © PS

Il talento slovacco ha rinnovato il contratto con la società napoletana fino al 2015, ma di lui si continua a dire che sia nel mirino di grandi team in tutta Europa. Si è detto di Inter e di Manchester, ma anche Real Madrid e Bayern Monaco sarebbero sulle sue tracce. Il procuratore di Hamsik, lo slovacco Juraj Venglos, avrebbe dichiarato giorni fa che «se a Giugno [2011] dovesse arrivare l’offerta giusta di un club di prima fascia, allora le strade [col Napoli] potrebbero dividersi. È presto per parlarne, ma anche questa è un’ipotesi ». Pur dichiarandolo sompre incedibile, il presidente del club campano De Laurentiis lo lascerebbe probabilmente andare per una offerta “irrinunciabile”. C’è chi parla infatti di 30 milioni di euro, e si dice che il Napoli si stia già guardando intorno per trovare un sostituto allo slovacco per la prossima stagione.

Abbiamo fermato ieri Juraj Venglos  in un angolo e gli abbiamo chiesto: «Tutte queste voci di mercato su Marek.. Ha appena firmato col Napoli per cinque anni e subito, giorno dopo giorno, si sentono ogni tipo di ipotesi, Inter, Manchester, e chi più ne ha pià ne metta. Allora che fa, rimane in Italia o dove va?». Venglos ci guarda sornione e fa: «Sono tutte storie inventate dai giornalisti. La cosa migliore per Marek ora è restare qualche anno ancora a Napoli, poi andare in una grande squadra, penso a Inter o Juventus, dove potrà sbocciare del tutto». Dunque una smentita diplomatica di quello che i giornali hanno appena scritto? Mah, vedremo.

Nel frattempo Venglos ci ha dato un’informazione per gli italiani. Stampata in prima edizione in 5.000 esemplari, alla slovacca farà seguito in primavera un’edizione in italiano, stampata in 20 o più probabilmente 50.000 copie. Pensando solo ai tifosi napoletani, e al loro amore per il loro idolo “Marekiaro” (così viene chiamato sotto il Vesuvio), sicuramente anche quelle 50.000 andranno esaurite in pochissimo tempo.

Non essendoci stata la possibilità di fare una vera intervista, nel trambusto e concitazione della presentazione, abbiamo potuto solo fare un paio di domande a Marek, tra la sorpresa sua e dei presenti, essendo gli unici italiani presenti (possibile che da Napoli non sia venuto nessuno?..).  C’è da dire che Marek non ha lingua scioltissima, e bisogna cavargli fuori le frasi col cavatappi. O forse è semplicemente già stanco di rispondere sempre alle stesse domande.

– Buongiorno Slovacchia: «Qual’era la tua conoscenza del campionato di calcio italiano prima che venissi selezionato da una squadra italiana [il Brescia, nel 2006]»?

– Marek Hamsik: «Conoscevo il campionato italiano, guardavo con interesse tutti i campioni che giocavano sui campi italiani, alcuni di loro erano tra i migliori giocatori del mondo. Ma non mi aspettavo di potere un giorno affrontarli alla pari».

– BS: «Ricordi sicuramente qual è stato il tuo primo gol? e in quale ruolo»?

– Marek Hamsik: «Beh, certo che ricordo il primo gol, è stato in Slovacchia. Avevo 16 anni, in una partita dello Slovan Bratislava contro il Presov. Ero sempre centrocampista».

– BS: «E qual è stato il tuo momento magico? (Marek mi guarda – magico?..) Sì, dico, il momento più importante, decisivo della tua carriera»

– Marek Hamsik: «La vittoria contro l’Italia. Beh, ne ho due. La vittoria della Slovacchia contro la Polonia [un anno fa, nell’Ottobre 2009, tagliando la strada alla Repubblica Ceca], che ci ha permesso di qualificarci per la prima volta per la fase finale della Coppa del Mondo. E poi la vittoria contro l’Italia, che ci ha fatto passare il primo turno dei Mondiali [e che ha mandato l’Italia a casa al primo turno]».

– BS: «Qual è stato il tuo primo pensiero dopo la partita con l’Italia [ai Mondiali del Sudafrica]»?

– Marek Hamsik (sorridendo): «Dopo la partita con l’Italia ero così contento, non mi aspettavo che finisse così – tutti si aspettavano che l’Italia vincesse».

– BS: «Hai scritto che a Napoli considerano voi giocatori dei semidei, è una situazione particolare, no? Sei un eroe partenopeo..»

– Marek Hamsik: « Sì particolare sì, ovunque vai sanno chi sei, ti chiedono l’autografo, una foto.. qualche volta esagerano un po’ e in passato ho avuto anche un po’ di paura, ma ormai in qualche modo mi sono abituato».

– BS: «Non hai più vita privata»?

– Marek Hamsik: «Privata sì, perché quando voglio mi ritiro, con mio figlio Christian e la mia fidanzata».

Pavel Nedved, parlando dell’Italia, ci ha detto «Eh, dobbiamo andare indietro di quindici anni.. In Italia forse non c’è il campionato più bello, ma di sicuro c’è il campionato più difficile del mondo. Il mio rapporto con l’Italia è iniziato oltre 15 anni fa, i miei bambini sono nati in Italia, parlano italiano e io, anche dopo aver chiuso la carriera, sono rimasto a vivere in Italia».  Nedved, 38 anni, ritiratosi dai campi nel Giugno del 2009, dopo aver giocato in Dukla Praga e Sparta Praga, nel 1996 (a 24 anni) fu acquistato dalla Lazio dove giocò per cinque anni, e da lì alla Juventus per altri otto, 385 partite giocate con i club italiani.

La squadra nazionale della Repubblica Ceca è forse stata la giusta erede della gloria calcistica della Cecoslovacchia alla sua divisione nel 1993. Pur non essendosi spesso qualificata alle fasi finali dei Mondiali, è sempre stato un soggetto ostico, ed è sempre arrivata nelle fasi finali degli Europei (nel 1996 anche in finale). La Slovacchia è invece passata per la prima volta quest’anno alla fase finale della Coppa del Mondo, ma mai si è qualificata per gli Europei. Un articolo di un grande giornale internazionale qualche tempo fa notava come forse il vento sta un po’ cambiando, e la Cenerentola Slovacchia sta guadagnando grande credibilità in molti sport, dal tennis al calcio, dall’hockey ad altre discipline meno note, individuali e di squadra, ed in questo momento è migliore della Repubblica Ceca.

(Pierluigi Solieri)

Hamsik durante l’intervista – © PS

Marek autografa la biografia – © PS

1 Commento

  1. Complimenti al nostro Marek, idolo di noi tifosi del Napoli.
    Aspettiamo la stampa in italiano per scoprire tutti i segreti della vita del nostro campione.
    Forza Marek, a Napoli per sempre.

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