Ministro Salute non firma con case farmaceutiche, Pellegrini è d’accordo

Il ministro della Salute Andrea Kalavská (Smer-SD), criticata dall’opposizione per non aver voluto firmare con le case farmaceutiche una revisione dell’intesa sui prezzi dei medicinali che sono rimborsati dall’assicurazione sanitaria pubblica, ritenendola non conveniente, ha il pieno sostegno del primo ministro Peter Pellegrini. Questi ha ordinato al ministero delle Finanze una analisi completa e approfondita del settore farmaceutico in Slovacchia.

Kalavská, nel processo di rinnovo degli accordi con i distributori di farmaci, aveva chiesto una riduzione dei listini delle medicine, ma soltanto due aziende del settore su circa 300 avevano risposto positivamente, abbassando i prezzi, e di soli due centesimi di euro. Il ministro ha deciso di non firmare l’accordo, spiegando l’azione con l’intenzione di voler salvaguardare i pazienti dal pagare di più i medicinali nelle farmacie, e di intendere ponderare con attenzione quanto lo Stato sta pagando per i farmaci con soldi pubblici.

I partiti di opposizione SaS e OLaNO criticano il ministro, chiedendone le dimissioni, perché a loro parere sta aiutanto le compagnie farmaceutiche ad aumentare i loro profitti. Il ministero della Salute è obbligato dalla legge, dice SaS, a revisionare regolarmente i prezzi che lo Stato paga per i farmaci coperti dall’assicurazione sanitaria pubblica. Secondo la normativa, lo Stato dovrebbe pagare solo la somma equivalente al farmaco più economico per ogni singola sostanza attiva, ma questo non avviene nonostante varie istituzioni, abbiano ripetutamente indicato questo problema che provoca una perdita per lo Stato di somme tra 60 e 70 milioni di euro all’anno.

Il ministro considera le affermazioni di SaS una «diffamazione grossolana» e un tentativo «di disinformare i cittadini». Il ministero ha informato che i pazienti sono la prima preoccupazione per il ministro, mentre non dovrebbero avere posto nel sistema sanitario le aziende farmaceutiche che generano profitti a danno del paziente». Il diniego della quasi totalità delle aziende del settore a ragionare sui prezzi indica, afferma il ministero, una «assoluta indifferenza nei confronti dei pazienti e una attenzione esclusiva alla generazione di profitto».

Il premier Pellegrini, intervenuto a difesa del suo ministro, la cui decisione a suo dire è stata corretta, afferma che l’analisi che ha ordinato dovrebbe mostrare perché le aziende farmaceutiche non sono disposte a ridurre i prezzi dei farmaci. I produttori e distributori di medicinali incassano in Slovacchia 1,3 miliardi di euro di denaro pubblico ogni anno, e «io non so se pagano qui alcuna tassa o impiegano migliaia di persone come fanno altre aziende nell’industria e altri settori». Dobbiamo esaminare questa questione, e non aggredire il ministro, ha detto Pellegrini.

La decisione del ministro Kalavská è stata accolta con favore da molte organizzazioni di esperti e pazienti, che temono un rincaro dei costi, già alti, che ogni malato deve sopportare per potersi curare adeguatamente.

(La Redazione)

Foto strana-smer.sk

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