Donne nella rete di violenza. Per la Giornata contro la violenza sulle donne

25 novembre “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”dichiarata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1999)

Dalla storia sappiamo che, negli anni ’70 del 20° secolo, le donne che subivano violenza in Perù si difendevano da partner violenti con fischi per chiamare aiuto.

 

“Violenza” è una parola con otto lettere innocenti, che ad uno straniero possono far pensare a qualcosa di simile al fiore viola . NON È COSI. Si tratta di un termine ben preciso, che descrive numerosi comportamenti tra i peggiori della razza umana, che vengono volontariamente impiegati sull’essere umano, su animali, contro la natura, verso beni privati e contro la società, manifestandosi con l’abuso di una forza aggressiva della persona singola o di gruppi di persone, allo scopo di provocare con disprezzo dolore, umiliazione, paura, insicurezza, instabilità, spesso con la voglia di spegnere la vita dell’altro o degli altri esseri.

Una delle manifestazioni più diffuse di violenza è quella contro le donne, che nonostante la crescita intellettuale dell’uomo rimane in misura molto considerevole. Tante volte silenziosa e difficilmente denunciata per la paura delle vittime di essere colpevolizzate dalla società. Sicuramente questo tipo di violenza è un fenomeno molto difficile da affrontare, perché spesso inizia all’interno della famiglia.

Le violenze sulle donne e le ragazze si manifestano soprattutto in forme fisiche, sessuali e psicologiche, che comprendono la violenza da partner intimo, cioè violenza, abuso psicologico, stupro coniugale e femminicidio (“Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”); violenza sessuale e molestie, cioè stupro, atti sessuali forzati, avances sessuali indesiderate, abusi sessuali su minori, matrimoni forzati, molestie di strada, stalking, molestie informatiche; schiavitù; sfruttamento sessuale; stupro come strumento di guerra; mutilazioni ai genitali femminili; matrimonio infantile; violenza economica, violenza strutturale; violenza spirituale; infanticidio femminile; imposizione di aborto del nascituro secondo il suo sesso; traffico di esseri umani e industria del sesso; persecuzione per orientamento sessuale; persecuzione razziale; violenza sulle migranti e rifugiate; omicidi.

DAL 18° SECOLO LE RIVOLUZIONI INDUSTRIALE E SOCIALE HANNO PERMESSO A MOLTE DONNE DI AVERE ACCESSO AL MONDO DEL LAVORO E DELL’ISTRUZIONE, SENZA PERÒ OTTENERE GLI STESSI DIRITTI DEGLI UOMINI, E SPESSO SONO STATE OGGETTO DI VESSAZIONI.

Viviamo nel 21° secolo che purtroppo non può essere orgoglioso del fatto che il mondo è regolato dal principio della parità tra donne e uomini. Ancora oggi tante donne, tra le quali tante  donne italiane e slovacche, sono costrette a combattere con la società per ottenere l’uguaglianza del salario nel lavoro, per ottenere pari opportunità nella scelta dell’occupazione e pari dignità all’interno della famiglia. Ancora oggi devono combattere per proteggere i fondamentali principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  (ONU, 1945).

 

SOLO DI RECENTE LE VIOLENZE CONTRO LE DONNE E LE RAGAZZE SONO VENUTE FUORI NELLA LORO VERA LUCE. OGGI SONO PROBABILMENTE LE PIÙ DIFFUSE DELLE  VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI.

GRAZIE A TANTE TESTIMONIANZE DI DONNE E RAGGAZZE CORAGGIOSE SI È AVVIATO UN PERCORSO EDUCATIVO SULLA PREVENZIONE E LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA.

Nel maggio 2011, a Istanbul (Turchia), il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha approvato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica. La Convenzione di Istanbul (2011) è assolutamente il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante di questo tipo. Il trattato riconosce la violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione e si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime ed impedire l’impunità dei colpevoli.

La Convenzione di Istanbul è stata sottoposta alla firma l’11 maggio 2011 a Istanbul (Turchia) e nello stesso giorno è stata firmata dai rappresentanti di 13 stati, tra i quali l’Italia e la Slovacchia. In seguito è stata  riconosciuta e firmata da altri 19 paesi (in totale 32 paesi).

In Italia l’Istituto nazionale di statistica e il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio rendono disponibile un quadro informativo integrato sulla violenza contro le donne in Italia che rientra nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul (2011).

L’Istat informa che “da lungo tempo è impegnato nella misurazione del fenomeno della violenza di genere contro le donne. La prima indagine interamente ed esplicitamente dedicata alla violenza sulle donne – denominata Indagine sulla sicurezza delle donne – è stata condotta dall’Istat nel 2006 (la seconda nel 2014), con il contributo finanziario del Ministero per le pari opportunità, grazie all’attiva collaborazione progettuale dei centri antiviolenza e anche con il supporto di alcune donne vittime di violenze. Per la prima volta l’Istat ha potuto documentare quanto è diffusa la violenza fisica, sessuale e psicologica, chi ne sono gli autori, gravità, luogo, conseguenze, con approfondimenti sulla dinamica della violenza e sulla enorme quota di sommerso. Dati fondamentali ai fini delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza di genere.”

Sta a noi fermare la violenza in tutte le sue forme.

Agiamo!

(Marina Hostacna /mhg)

 


NUMERO VERDE 1522
un numero gratuito e attivo 24 h su 24 per le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking

NO VIOLENZA!
NO VIOLENZA alle nostre madri, sorelle, zie, moglie, figlie, nonne, cugine, colleghe, vicine, amiche…. NO VIOLENZA AL NOSTRO FUTURO!

Normative nazionali italiani

  • Legge 15 febbraio 1996, n. 66“Norme contro la violenza sessuale” (cp artt.609bis-octies)
  • Direttiva Presidente del Consiglio “Azioni volte a promuovere l’attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini”, G.U. 21 maggio 1997
  • Legge 3 agosto 1998, n. 269 “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzione in schiavitù”
  • Legge 5 aprile 2001, n. 154 “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari”
  • Legge 9 gennaio 2006, n. 7, “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”, del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 “Testo unico in materia di spese di giustizia”
  • Codice penale: art. 583-bis (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili)
  • 23 aprile 2009, n. 38, Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonche’ in tema di atti persecutori
  • Legge 27 giugno 2013, n. 77, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011
  • La c.d. legge sul femminicidio (d.l. 14 agosto 2013, n. 93, convertito in Legge 15 ottobre 2013, n. 119, in materia di contrasto alla violenza di genere)
  • 14, comma 6, della Legge 7 agosto 2015, n. 124 che inserisce il comma 1-ter dopo il comma 1-bis dell’articolo 30 del D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165
  • 1, comma 16, della Legge 13 luglio 2015, n. 107“Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”
  • 24  del D. lgs. 15 giugno 2015, n. 80 “Congedo per le donne vittime di violenza di genere”
  • Lgs. 15 dicembre 2015, n. 212
  • DDL 2719, “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”

Fonte: www.istat.it/it/violenza-sulle-donne

..
Immagine: “LABIRINTI SENZA TEMPO”. Dipinto su tela di alcantara; Misura 50 x80 cm; Artista: Baronessa Soares; 2010

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.