Patto ONU sulle migrazioni, Robert Fico non vede ragioni per la ratifica

Il Global Compact delle Nazioni Unite per la Migrazione, documento che anche la Slovacchia dovrebbe approvare e che negli ultimi giorni ha occupato la discussione politica con toni accesi e qualche scintilla, è stato stigmatizzato dal leader dei socialdemocratici ed ex premier Robert Fico, che dunque ne ha in qualche modo decretato la morte prematura, malgrado Miroslav Lajčák, il ministro degli Esteri più volte da lui lodato, lo avesse difeso strenuamente anche contro il fuoco amico.

Il documento non vincolante, che dovrebbe essere approvato in Marocco a dicembre, non è in linea con la politica migratoria nazionale della Slovacchia ed è inaccettabile anche per Smer- SD, ha dichiarato Fico in un video messaggio pubblicato su un social network. «Il patto non distingue tra immigrati legali e illegali e si basa sul principio che la migrazione è buona, aiuta a risolvere i problemi del mondo e dovrebbe essere una fonte di prosperità, ma noi ne abbiamo una visione diversa», ha sottolineato l’ex primo ministro.

Le masse di migranti economici che premono alle porte dell’Europa, secondo Fico, portano rischi per la sicurezza delle persone, aumentano il rischio di terrorismo e minacciano la civiltà, le radici culturali e religiose del nostro continente. «Sebbene il patto non sia giuridicamente vincolante, è un documento politicamente forte, e la Slovacchia deve assumere al riguardo una posizione negativa», ha detto nel video, invitando a prendere una tale posizione nella prossima sessione parlamentare, ha detto Fico, dando sostegno alle opinioni espresse con veemenza da membri del Partito nazionale slovacco (SNS), alleato di governo di Smer, ma anche di parte dell’opposizione, in particolare dei liberali di SaS e del partito Sme Rodina di Boris Kollar. L’altro partito di maggioranza, Most-Hid, è sempre rimasto in ombra, e non ha espresso opinioni contrarie al Global Compact, non pensando che il documento minaccerebbe la sovranità nazionale del paese.

Secondo il vice presidente di SNS Jaroslav Paška il documento è «incompleto e controverso», e «promuove unilateralmente gli interessi, i diritti e le esigenze dei migranti», a scapito dei cittadini dei paesi di accoglienza. SNS ha fatto pressioni sul governo perché adotti una posizione contraria al Patto dell’ONU. A queste obiezioni, Lajčák, che è membro di Smer, opponeva il fatto che la carta delle Nazioni Unite non costringa nessun paese a fare nulla, e le politiche migratorie rimangono in ogni caso un ​​diritto sovrano di ciascun paese. Secondo SaS, la formulazione del documento contiene l’uso della parola “impegno”, che, «sebbene non legalmente applicabile, stabilisce un principio comune».

(Red)

Foto eu2016sk CC0

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1 Commento

  1. Il documento NON va firmato, come già hanno fatto altri Paesi. E’ una subdola operazione dell’ONU volta a soddisfare i loro principi ideologici, che non vanno condivisi con questo ente inutile, costoso e dannoso. Mi auguro che il Governo slovacco non cada nella trappola dei burocrati ideologizzati che vogliono devastare le nostre società.

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