Bolzano regina d’Italia per qualità della vita. Male il Sud, il peggio a Vibo Valentia

Bolzano (nelle foto) si conferma al primo posto della classifica della qualità della vita in Italia. Fanalino di coda Vibo Valentia, in Calabria. Crollano Roma, Bari, Firenze e Venezia, che perdono circa 20 posizioni. Ma in generale nel 2018 si vive meglio che negli anni precedenti. Treviso la provincia più sicura.

Bolzano è la città italiana in cui si vive meglio. Il capoluogo dell’omonima provincia autonoma del Trentino-Alto Adige si conferma in testa alla classifica della qualità della vita nel nostro Paese, stilata da Italia Oggi in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma. Sul podio seguono, subito dopo, Trento e Belluno. Male il Sud: Vibo Valentia, in Calabria, è la provincia in cui si vive peggio.

E non mancano altre sorprese, come la caduta a picco di Roma, che ha perso ben 22 posizioni rispetto allo scorso anno. Tuttavia, il quadro generale risulta piuttosto positivo. Nel 2018 sono, infatti, 59 su 110 le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, rispetto alle 56 del 2016 e del 2017, facendo registrare il migliore risultato negli ultimi cinque anni.

Tra le prime dieci avanza Cuneo: bene il Nord
Al quarto posto della classifica c’è Siena, che ha recuperato sette posizioni, seguita da Pordenone, che passa dalla nona alla quinta, e da Parma, che ha guadagnato una posizione rispetto al 2017 (era settima). In forte ascesa Aosta Sondrio, rispettivamente al settimo e ottavo posto, che partivano dal 18esimo e dal 16esimo della passata edizione. Decima Cuneo, che ha guadagnato tre posizioni.

Si ricordi che l’elenco è stato realizzato tenendo conto di nove elementi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sotto dimensioni e 84 indicatori di base.

Crollano Roma e Bari, stabili Palermo e Napoli

Nella classifica 2018, dunque, aumenta il divario tra Nord e Sud del Paese, che si aggiunge a quello fra piccoli centri, in cui si vive meglio, e grandi centri urbani, in cui la vita è invece sempre un po’ più in affanno. A conferma di ciò c’è lo scivolone di Roma, che ha perso ben 22 posizioni, scendendo dal 67esimo all’85esimo posto. Male anche Bari, dal 96esimo al 103esimo posto, e Firenze, dal 37esimo al 54esimo. Non fanno meglio Catanzaro, L’Aquila, Potenza e Venezia, che pure è arretrata di quasi 20 posizioni. Stabile invece la qualità della vita a Napoli e a Palermo, rispettivamente al posto 108 e 106, e che si mantengono sui medesimi livelli del 2017.

Come si è detto, i risultati migliori li ottengono le piccole città: ottime le posizioni di Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio e Treviso, che risulta la provincia più sicura d’Italia. Trento, Bolzano e Bologna le realtà più positive per affari e lavoro. Parma, Siena, Trento e Piacenza quelle con la migliore offerta finanziaria e scolastica; Isernia, Pisa, Ancona, Siena e Milano quelle con il più efficiente sistema sanitario.

Fanalino di coda è Vibo Valentia, insieme a Catania, Napoli, Siracusa e Palermo.

(Ida Artiaco, Fanpage cc by nc nd)


Foto Alfonso Minervino cc by sa
Foto wm_archiv cc by

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