Organizzatori di ‘Za slušné Slovensko’ indagati, invitano a una nuova protesta domani

I rappresentanti dell’iniziativa ‘Za slušné Slovensko’ (Per una Slovacchia dignitosa), che la scorsa primavera hanno organizzato le proteste di massa che hanno provocato la caduta del governo di Robert Fico, sono stati interrogati da un investigatore della sezione anticorruzione dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA. La Procura generale ha informato dell’esistenza di una denuncia anonima a loro carico, per cui le indagini sono un atto dovuto. Secondo il quotidiano Denník N, per il quale la denuncia cita potenziali attività di corruzione degli organizzatori delle proteste e l’accusa di avere tentato di orchestrare un colpo di Stato per conto del finanziere George Soros, sono stati interrogati in cinque: Juraj Šeliga, Karolína Farská, Katarína Nagy Pazmány, Táňa Sedláková a Veronika Bruncková. Oggi la NAKA avrebbe dovuto fare altri interrogatori degli organizzatori, ma ieri ha cancellato le audizioni, non si sa se solo per rimandarle.

Il presidente del corpo di polizia Milan Lučanský, sentito dai media martedì, ha detto che la polizia ha il dovere di indagare su ogni denuncia arrivata, anche se in forma anonima. In questo caso, in particolare, la denuncia anonima era indirizzata direttamente al capo della NAKA, che l’ha assegnata all’unità anticorruzione. Ma l’azione legale è stata fatta con precedura standard, in conformità con la legge, ha detto Lučanský. Anche la ministra dell’Interno Denisa Saková (Smer-SD) ha ripetuto la stessa frase: «La polizia deve indagare su ogni denuncia e non importa in quale forma venga fatta […]. Mi fido delle autorità incaricate», ha affermato .

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD), attualmente in visita ufficiale in Asia centrale, ha detto di non disporre di informazioni su un eventuale uso improprio dei poteri delle autorità slovacche o dei servizi segreti per monitorare gli organizzatori delle proteste. «Non conosco i dettagli della questione, ho ricevuto l’informazione solo dai media», ha detto, sottolineando di fare «affidamento sulla professionalità della polizia».

I rappresentanti di ‘Za slušné Slovensko’ hanno protestato per l’indagine su di loro dicendo che considerano totalmente inaccettabili gli attacchi provenienti dalla coalizione di governo, e respingono con sdegno le accuse di essere stati manipolati e finanziati dall’estero o di avere orchestrato un colpo di Stato. Tutte «bugie, stupidità e sciocchezze», ha detto Juraj Šeliga. «Non troverete un solo pagamento da un’organizzazione straniera, ed è fuori questione che siamo stati finanziati da qualsiasi miliardario americano», ha affermato riferendosi all’investitore americano con radici ungheresi George Soros, che, secondo una denuncia anonima avrebbe sovvenzionato il gruppo per organizzare le proteste. Si tratta soltanto di una intimidazione per mettere a tacere persone che vogliono una Slovacchia migliore, ha detto.

Accuse di essere manovrati da Soros erano state espresse anche dall’ex primo ministro e presidente del partito Smer-SD Robert Fico, dimessosi dopo raduni di massa che hanno visto decine di migliaia di persone scendere in piazza e chiederne la testa dopo gli omicidi del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová nel febbraio scorso. In ottobre Fico aveva detto «Oggi sappiamo che gli organizzatori delle proteste […] erano affiliati a organizzazioni finanziate da George Soros, sappiamo fin troppo bene chi ha incontrato chi e chi ha interpretato quel ruolo all’epoca».


Un raduno dell’aprile 2018

A difesa degli attivisti civili si sono mobilitate anche organizzazioni internazionali della stampa, che chiedono la fine degli interrogatori. A farsi sentire sono stati il Centro europeo per la libertà della stampa e dei media (ECPMF) e l’organizzazione Reporters Without Borders (RSF), entrambi invitando il ministero degli Interni slovacco, l’Agenzia nazionale anticrimine e il Corpo di polizia a porre fine all’inquisizione su organizzatori e partecipanti alle proteste Per una Slovacchia dignitosa. Secondo le due organizzazioni della stampa è scandaloso che le istituzioni slovacche si lascino trascinare in procedimenti penali contro «giovani coraggiosi che chiedono giustizia per gli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnírová». Ieri, mercoledì, oltre 400 giornalisti slovacchi hanno firmato un invito all’ex premier Robert Fico perché smetta di attaccare nei suoi discorsi la stampa indipendente.

Secondo il deputato di opposizione Gábor Grendel (OĽaNO) ci sono sospetti che i giovani organizzatori delle manifestazioni fossero controllati dai servizi di intelligence. Per questa ragione egli, come presidente della Commissione parlamentare per i servizi segreti chiede una riunione straordinaria per verificare le attività del Servizio di informazione slovacco (SIS).

Il maggior partito di opposizione, Libertà e Solidarietà, chiede intanto al capo della polizia Milan Lučanský di cambiare la direzione dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA, che a loro parere dà il via a indagini su base insondabilmente selettiva: se la legge attuale prevede che si debba investigare su ogni denuncia, NAKA in particolare agisce invece in modo selettivo, lasciando cadere casi importanti, come successo anche in passato. È arrivato il momento che le forze dell’ordine riguadagnino la fiducia della gente, e il modo per farlo, dicono i rappresentanti del partito, è ripulire i piani alti della polizia dal cosiddetto gruppo dell’oligarca Miroslav Bödör di Nitra, con il quale erano coinvolti gli ex capi di NAKA e del corpo di polizia Peter Hraško Róbert Krajmer e Tibor Gašpar, e altri rappesentanti delle autorità di contrasto che devono essere estromessi dal ministero dell’Interno insieme al ministro Denisa Saková.

Dopo le accuse di avere tentato di organizzare un colpo di Stato, gli organizzatori dell’iniziativa “Per una Slovacchia dignitosa” deciso di organizzare un’altra ondata di raduni di protesta questo venerdì (16 novembre) a partire dalle 17:00 in piazza SNP a Bratislava. Altre manifestazioni si svolgeranno in numerose città, tra cui le maggiori sono attese a Košice, Žilina, Banská Bystrica, Prievidza, Žiar nad Hronom, Poprad, Kežmarok e a Londra, Bruxelles, Dublino. A Povazská Bystrica si terrà un raduno sabato 17 novembre. Con i giovani di oggi, domani sono attesi sulla piazza SNP di Bratislava anche i giovani di ieri, coloro che erano i leader di studenti e attivisti nel novembre 1989, tra cui Fedor Gál, Martin Bútora e Peter Zajac.

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Uverejnil používateľ Za slušné Slovensko Štvrtok 15. november 2018

Nell’invitare la gente comune a partecipare alle manifestazioni, gli organizzatori usano queste parole:

«Nel novembre 1989, esattamente 29 anni fa, le persone coraggiosamente si opposero al regime in cui si sentivano oppressi. Allora, la polizia segreta e il macchinario statale non avevano paura di intimidire gli attivisti civili per difendere le loro posizioni. Questo sta apparentemente accadendo di nuovo durante il governo di Smer».
«Nel marzo 2018 ci siamo riuniti nelle piazze chiedendo un cambiamento nella cultura politica. Quelli che stavano sul palco in più di cento città, ma anche quelli che stavano sotto di loro, sono stati costantemente attaccati, definiti agenti stranieri o utili sciocchi. I potenti, tuttavia, non hanno capito che non vogliamo vivere in un paese in cui i giornalisti vengono uccisi. Non vogliamo vivere in uno Stato in cui rubare è un modo di vivere, nel quale si ottengono lauree con tesi copiate, o dove chi perde le elezioni può cambiare i sistemi elettorali a proprio vantaggio. Non vogliamo vivere in uno Stato in cui la verità viene manipolata».
«Noi, che eravamo sul palco, oggi stiamo subendo un’incomprensibile intimidazione. Il presunto anonimo ci accusa di un colpo di stato pagato dall’estero. Cercano di creare l’impressione che quelli che stavano sul palco siano in qualche modo diversi da quelli che stavano sotto al podio (o da quelli che non sono erano con noi [nelle piazze, ndr])».
«Questa è l’ultima bugia che rimane loro. Capiscono che non ci spezzeranno, che non scompariremo, quindi cercano di intimidirci e dividerci. Mostriamo loro che non ci riusciranno. Venerdì 16 novembre 2018 ci incontreremo in Piazza SNP perché noi, a differenza di Fico, abbiamo notato gli eventi accaduti nel novembre 1989. Noi siamo tutti quelli che stavamo aspettando».

(Red)

Foto FB/Za slušné Slovensko

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