Com’è il nuovo sito dell’Ue che vuole raccontarne i vantaggi

What Europe does for me è disponibile in 24 lingue ed è nato per spiegarti perché ti conviene restare in Europa, che tu sia un giovane professionista o un allevatore di suini.

Nell’ottica dell’avvicinamento alle prossime elezioni Europee del 2019, il Parlamento europeo ha aperto un nuovo sito web, What Europe does for me, che vuole raccontare ai 500 milioni di abitanti dell’Unione quali sono i vantaggi derivanti dal farne parte. Il sito è disponibile in ognuna delle 24 lingue dei paesi membri. In un periodo storico in cui la fiducia dei cittadini europei nelle istituzioni comunitarie è ai minimi storici (lo hanno certificato gli ultimi recenti dati Eurobarometro, secondo i quali solo il 44% degli italiani voterebbe per rimanere nell’Ue), l’iniziativa assume contorni particolarmente rilevanti.

Orgoglio europeo
Il progetto di What Europe does for me è articolato in tre macro-sezioni: “Nella mia regione“, “Nella mia vita” e “In primo piano“. La prima illustra i risultati concreti dell’appartenenza comunitaria sul piano, per l’appunto, regionale: selezionando la Lombardia, ad esempio, si scopre che “oltre la metà del commercio regionale ha luogo con i partner europei nel quadro del mercato interno“, e che, tra le altre cose, “nel quadro della rete Ue per le aree protette Natura 2000, la più estesa al mondo, la Lombardia protegge 242 aeree per la conservazione della biodiversità“.

La seconda sezione è più disegnata su misura per il cittadino: le risoluzioni, i fondi e le policy europee sono qui organizzate sotto 400 profili individuali, che vanno da “Persone preoccupate dalle notizie false” (tranquilli: “nell’ottobre 2017 il commissario dell’Ue per il digitale, Mariya Gabriel, ha chiesto consulenza in materia di notizie false e disinformazione online a esperti del mondo accademico, delle piattaforme online, degli organi d’informazione e della società civile“) ad “Allevatori di suini” (“possono beneficiare di una serie di misure previste dalla politica agricola dell’Ue, come gli aiuti all’ammasso privato e la classificazione delle carcasse“).

L’ultimo menu, “In primo piano“, è invece una raccolta di 24 documenti fondanti dell’Ue, su temi che spaziano dalla lotta al terrorismo alla cultura, e dalla migrazione alla politica industriale.

Servirà a qualcosa?
Difficile stabilire l’impatto effettivo di iniziative del genere: per quanto ben congegnato, What Europe does for me potrebbe rimanere una bella vetrina che pochi euroscettici finiranno per consultare (le echo chamber, d’altronde, spiegano che difficilmente sui social network finiamo per farci persuadere da chi non la pensa come noi). Viceversa, un’ipotesi opposta – e ardita – lo può vedere come una possibile prima risposta ufficiale al variegato mondo delle fake news riguardanti le istituzioni europee.

In ogni caso, il sito non è il primo tentativo di Bruxelles di sensibilizzare l’opinione pubblica in vista delle Europee: la campagna principale, in questo senso, è Stavolta voto, un’iniziativa internazionale – e declinata su ogni paese membro – volta a portare i cittadini europei alle urne e a fare in modo che votino consapevolmente e in modo informato.

(Davide Piacenza, Wired cc by nc nd)

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