Patto ONU per le migrazioni, SNS chiede al governo di rifiutarlo

Il Partito nazionale slovacco (SNS), membro della coalizione di governo, continua a rifiutare la ratifica da parte della Slovacchia del Global Compact sulla Migrazione delle Nazioni Unite, accusando il documento di incompatibilità con le attuali politiche di sicurezza e di migrazione della Slovacchia.

Il partito ha presentato una risoluzione al Parlamento che propone di non firmare il documento ONU, affermando che il Global Compact pone i diritti dei migranti al di sopra dei diritti e delle libertà della popolazione locale. Il documento, nelle intenzioni dell’ONU, cerca di rendere il fenomeno migratorio sicuro, ordinato e regolare. Ma è «incompleto e controverso», e «promuove unilateralmente gli interessi, i diritti e le esigenze dei migranti», ha detto il primo vicepresidente di SNS, Jaroslav Paška. I deputati del partito premono sul governo perché adotti una posizione contraria al Patto dell’ONU.

La scorsa settimana sulla questione si erano registrate frizioni tra SNS e il ministro degli Esteri Miroslav Lajčák (Smer-SD), che è a favore della ratifica. Il capo della politica estera slovacca ha detto che il documento delle Nazioni Unite non costringe nessun paese a fare nulla, e le politiche migratorie rimangono comunque un ​​diritto sovrano di ciascun paese.

Anche il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) aveva dato assicurazioni all’alleato di governo sul fatto che il suo esecutivo non avrebbe cambiato la posizione definita sull’immigrazione (in pratica, continua a respingere sia le quote che il reinsediamento obbligatorio dei migranti), e non farà nulla che possa in qualche modo compromettere la sicurezza e la sovranità della Slovacchia. L’altro partito della maggioranza, Most-Hid, non ha opinioni contrarie al Global Compact, e non pensa che il documento minaccerebbe la sovranità nazionale.

Anche parte dell’opposizione ha dichiarato avversione al Patto. Il partito liberale Libertà e Solidarietà (SaS) ha esortato la maggioranza a vietare a Lajčák di firmare il documento. Il suo leader Richard Sulík ha detto che si tratta di un documento pericoloso che, anche se pretende di essere presumibilmente non vincolante, la sua formulazione contiene l’uso della parola “impegno”, che, «sebbene non legalmente applicabile, stabilisce un principio comune». L’articolo 8 del Global Pact on Migration contiene un «impegno collettivo per migliorare la cooperazione sulla migrazione internazionale, basandosi sulla premessa che la migrazione aumenterà e dovremmo gestirla meglio», arguisce Sulík. Mentre, continua, «non c’è una sola parola da nessuna parte sul diritto degli Stati di difendersi contro la migrazione».

Giovedì il premier Pellegrini ha annunciato che il ministro Lajčák parlerà al Parlamento e discuterà delle obiezioni sollevate da alcuni parlamentari sul documento.

Nel settembre 2016 un totale di 193 Stati membri delle Nazioni Unite ha deciso di adottare il Global Compact on Migration, documento di 34 pagine nato con l’obiettivo di aiutare a organizzare meglio i flussi migratori e tutelare i diritti dei migranti.

(La Redazione)

Foto jensjunge CC0

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