Elezioni municipali, i commenti dei politici e degli analisti

Il capo del Parlamento Andrej Danko ritiene che il suo Partito nazionale slovacco (SNS) sabato 10 novembre abbia ottenuto un successo senza precedenti alle elezioni locali. Mai infatti ha raggiunto un numero così alto di eletti: 160 sindaci da solo, altri 50 in coalizione e 1.700 consiglieri comunali. Egli ha riconosciuto la forte ascesa dei candidati indipendenti, che a livello comunale è una cosa accettabile, mentre 150 legislatori indipendenti in Parlamento non riuscirebbero mai a raggiungere un accordo. Va da sé, ha detto, che lo Stato debba essere governato da gruppi politici stabili: dove finiscono i partiti inizia la dittatura, ha avvertito.

Il leader del maggior partito parlamentare di opposizione, Richard Sulík di Libertà e Solidarietà (SaS) ha notato che dai risultati delle elezioni comunali non si possono trarre lezioni per le prossime elezioni parlametnari. L’unica cosa che si può vedere chiaramente è che la gente si è stufata del partito Smer-SD e vuole disfarsene. Sulík ha commentato anche il successo in diversi casi della coalizione tra i due partiti di nuova costituzione Progresívne Slovensko e Spolu (Insieme), che ad esempio hanno espresso il nuovo sindaco di Bratislava, Matúš Vallo. Secondo Sulík la competizione è una buona cosa e «renderà ancora migliori i risultati», anche noi siamo stati anni fa una nuova formazione. Egli ha tuttavia dichiarato il proprio disappunto per il modesto risultato per Jan Mrva, candidato a sindaco di Bratislava, che era sostenuto da OLaNO insieme a SaS.

Il presidente dei socialdemocratici Smer-SD, Robert Fico, ha detto che se queste elezioni confermano l’ascesa di candidati indipendenti, dimostrano anche che la coalizione al governo – Smer-SD, Partito nazionale slovacco (SNS) e Most-Hid – è l’unica che ha strutture politiche tradizionali e che si conferma in grado di contrastare la crescita degli indipendenti. Fico si e complimentato con Danko per i risultati «davvero buoni» di SNS, e ha detto che l’opposizione è praticamente scomparsa, tranne per KDH (i Democratici Cristiani), «l’unica vera opposizione». A suo parere, Smer, che pure avrebbe potuto ricevere più voti, può dire di avere ottenuto risultati elettorali soddisfacenti, nonostante il linciaggio da parte dei media. Egli si è tuttavia detto sorpreso dal risultato di Nitra, dove il candidato di Smer Jozef Dvonč è stato battuto dopo tre mandati di seguito da sindaco. Il capo dei socialdemocratici ha espresso l’idea che la Slovacchia dovrebbe sposare il modello delle elezioni municipali ceche, nel quale i sindaci sono eletti non direttamente ma in linea con accordi di coalizione.

Secondo gli analisti, non avere più nemmeno un sindaco nelle otto capitali regionali è un vero e proprio smacco per Smer-SD, che viene sconfitto sempre più spesso, in particolare negli appuntamenti elettorali locali, anche perché i suoi candidati non sono particolarmente interessanti. Smer perde perché figure pubbliche in passato iscritte a Smer hanno rotto i legami con il partito; oppure hanno una reputazione sporcata dagli scandali dopo molti anni di potere. Una cosa che si nota di certo è un buon ricambio generazionale, con diversi candidati più giovani che hanno avuto successo.

Anche il presidente Andrej Kiska ritiene che i risultati delle comunali mostrino che in molte regioni la gente vuole un cambiamento, e immagina una «Slovacchia dignitosa e onesta». Questa volta la gente ha rifiutato la politica fatta di campagne negative e piene di fango, ha detto.

(Red)

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