Governo: ok a legge su pratiche scorrette nel commercio

Martedì il consiglio dei ministri ha approvato un progetto di legge contro le pratiche commerciali sleali che, tra le altre cose, dà una definizione di oltre 40 pratiche scorrette che si scontrano con i principi di un giusto comportamento degli attori più forti della catena commerciale nel settore alimentare.

Secondo la ministra dell’Agricoltura e Sviluppo rurale Gabriela Matečná (SNS) la parte migliore del provvedimento è la possibilità di depositare denunce anonime, una misura «che infrangerà la barriera della paura». I fornitori alimentari, vittime delle forti catene commerciali della distribuzione, non hanno presentato nessuna segnalazione di queste pratiche inique al ministero dell’Agricoltura o all’Autorità veterinaria e veterinaria slovacca, «perché hanno paura di essere esclusi dalla lista dei fornitori» delle catene di vendita al dettaglio.

Le clausole illecite nei rapporti commerciali, aveva spiegato la ministra presentando in ottobre il progetto di legge per i commenti interministeriali, «sono il risultato dell’abuso di potere economico di una delle parti del rapporto commerciale, per lo più a spese del fornitore. Si manifestano in particolare sotto forma di diverse richieste monetarie e non in aggiunta al prezzo di acquisto concordato». Parliamo ad esempio di sconti nascosti, addebiti per i volantini delle offerte, rapporti contrattuali unilateralmente squilibrati, compensi per l’inserimento in listino, sconti di fine anno, extra addebiti per nuove aperture di punti vendita. Atti che «vogliamo evitare», creando spazio per i fornitori di prodotti alimentari più onesti «che sono spesso tartassati», ha detto Matečná.

Matečná è anche soddisfatta di essere riuscita a introdurre nella legge «la cosiddetta clausola generale per prevenire l’elusione della legge in futuro». La norma si prefigge di impedire agli operatori commerciali al dettaglio di continuare a praticare una varietà di azioni definite “creative” semplicemente cambiando loro il nome. Impone poi il rispetto della scadenza delle fatture, che per legge viene accorciata per gli alimentari da 45 a 30 giorni dopo la consegna. Per una lista ristretta di alimenti, come i prodotti da forno, il termine si riduce ulteriormente a 15 giorni.

Vengono poi istituiti peraltro maggiori controlli e sanzioni più severe, tutto a beneficio di agricoltori e produttori alimentari. Le multe potranno arrivare a 3.000 euro per i privati, 10.000 euro per gli imprenditori persone fisiche, e fino a 100.000 euro nel caso delle persone giuridiche. Oggi le ammende partono da 650 euro e arrivano ad un massimo cumulativo di 6500 euro, mentre in molti casi i soggetti sanzionati hanno giri d’affari di centinaia di milioni di euro.

La nuova legge prevede anche la possibilità per acquirenti e fornitori di risolvere le dispute nei rapporti commerciali con la mediazione del ministero dell’Agricoltura, un meccanismo che dovrebbe venire utile in particolare per superare le crisi di specifici prodotti alimentari.

La Slovacchia ha deciso di aggiornare la sua legislazione in questo settore mentre il tema delle pratiche commerciali scorrette sta preoccupando tutta l’Unione europea. Secondo analisi e sondaggi, la catena di approvvigionamento alimentare è la più toccata dal problema.

(La Redazione)

Foto auntmasako CC0
Foto FB/minagris.sr

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