Ieri a Šamorin autorità e gente comune per l’omaggio ai caduti italiani (foto)

Si è tenuta ieri 1° novembre nel cimitero comunale di Šamorin la consueta commemorazione ai caduti italiani, alla presenza di diverse autorità locali e italiane. La cerimonia, organizzata dal municipio di Šamorin in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, che quest’anno era arricchita dalla ricorrenza dei cento anni dalla fine della Grande guerra, ha visto la partecipazione anche di diversi italiani residenti nella regione, oltre a tanti cittadini del posto, usciti anche grazie alla giornata di sole, che si sono fermati davanti al monumento agli italiani per un momento di pietoso compianto dedicato a persone – straniere e sconosciute – morte un secolo fa così lontano dalle famiglie e dalla loro patria.

La cerimonia è iniziata con un corteo accompagnato dalla musica della banda dei vigili del fuoco locali, che, dall’ingresso del cimitero ha fatto una fermata nella piazzetta interna al camposanto per rendere omaggio al monumento a San Floriano, patrono protettore dei pompieri. La banda e gli altri partecipanti alla commemorazione hanno poi proseguito verso il Quadrante italiano, dove agenti della polizia municipale hanno innalzato le due bandiere – italiana e slovacca – mentre un trombettiere della banda musicale intonava le note dell’alzabandiera militare italiano. Le autorità hanno poi posato corone al memoriale ai caduti d’Italia, fermandosi per un attimo di cordoglio.

Come avviene ormai ogni anno, sono stati molti anche i cittadini locali che si sono spinti davanti al cippo memoriale, vigilato da un picchetto di carabinieri, per fare un atto di pietà lasciando sul marmo del cenotafio un fiore o un cero acceso. Le autorità hanno poi proseguito verso lo spazio del camposanto dove sono tumulati i caduti russi della Prima guerra mondiale.

 

A guidare le autorità il sindaco Gabriel Bárdos, affiancato da consiglieri e funzionari comunali. La delegazione dell’Italia era composta dal primo segretario dell’Ambasciata Francesco Corsaro, intervenuto in luogo dell’Ambasciatore Meucci impegnato in altra cerimonia, il colonnello Angelo Malizia e il maresciallo Greco in rappresentanza dell’addetto italiano per la Difesa a Vienna, competente per la Slovacchia. Per parte italiana erano presenti anche rappresentanti del Gruppo Alpini Slovacchia e altri componenti della comunità italiana, tra cui l’editore di Buongiorno Slovacchia, Loris Colusso.

I defunti italiani qui sepolti sono prigionieri di guerra internati nella regione nelle ultime fasi della Prima guerra mondiale. Si tratta di 1992 soldati italiani deceduti per malattia o deperimento nell’Ospedale militare di Šamorin o in altre strutture della zona. Il quadrante italiano fu ultimato nei primi anni Venti del secolo scorso. Un cippo dedicato ai soldati defunti, eretto a suo tempo dai loro compagni liberati, porta questa iscrizione: «I prigionieri italiani tornando in Patria commemorano i fratelli morti a Somoria, glorificandoli nel compianto della Nazione. Novembre 1918». All’inizio degli anni 2000 fu eretto nel riquadro un memoriale in marmo nero sul quale campeggia la scritta «L’Italia ai suoi caduti in Slovacchia» con un nuovo cippo, che nel 2002 ricevette la visita dell’allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azelio Ciampi (qui sotto, foto quirinale.it).

(La Redazione)


Si ringraziano per le fotografie Loris Colusso, Alessandro Zazzeron, Athos Simoni

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