Il veto di Kiska alla legge sui partiti politici; il presidente vuole una discussione approfondita

Il capo dello Stato ha posto il veto mercoledì a un emendamento alla legge sui partiti politici che è stata approvata il 16 ottobre e lo ha rimandato al Parlamento per ulteriori discussioni. Il presidente Andrej Kiska ritiene che il provvedimento interferisca in modo inopportuno e ingiustificato con il diritto costituzionale dei cittadini slovacchi di creare partiti o movimenti politici e di associarsi al loro interno. Secondo Kiska, le questioni di regolamentazione del funzionamento dei partiti politici dovrebbero essere discusse in modo più approfondito di quanto fatto nel passaggio parlamentare. A suo parere, la libera competizione politica è il fondamento della democrazia, ma la legge in questione è stata elaborata dai legislatori e «non ha attraversato una fase di commento ordinaria«, dunque «non c’è stato un vero e proprio dibattito sociale».

La legge, preparata dal Partito nazionale slovacco (SNS) ed approvata con 78 voti in aula, stabilisce tra le altre cose dei limiti al numero minimo di membri dei partiti che intendono correre alle elezioni parlamentari nazionali ed europee, e vieta l’uso dei nomi dei leader nelle denominazioni dei partiti e movimenti politici. Vengono fissati tetti alle donazioni da un singolo benefattore e l’obbligatorietà della pubblicazione delle somme ottenute in prestito dalle entità politiche – e da chi.

Il Parlamento ha il potere, con una nuova votazione, di approvare in via definitiva la legge, superando anche il veto presidenziale.

(Red)

Foto: il palazzo del Presidente
soniabelviso cc by

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.