Sotto i nostri occhi le dittature avanzano nel mondo

[Di Bernard Guetta] – La distanza tra Francoforte e Rio è scomparsa. Non ci sono più differenze tra il Brasile, dove il 28 ottobre un militante raffinato come una lama di coltello è diventato presidente, e il land di Assia dove i socialdemocratici e i cristianodemocratici hanno perso, sempre nella giornata di domenica, dieci punti percentuale ciascuno. La crisi è sempre la stessa ed è la crisi della democrazia.

Ovunque, nel mondo, la democrazia è in crisi perché non sa più rispondere alle sfide del nostro tempo. Oggi tutto va più veloce: l’altro ieri gli smartphone, domani l’intelligenza artificiale. La democrazia invece richiede tempo, il tempo delle elezioni, del dibattito e dei contro-poteri. Lo sfasamento tra la democrazia e l’era contemporanea è sempre più profondo perché, dal cambiamento climatico all’evoluzione dei costumi passando per la precarizzazione del lavoro e le ondate migratorie, i popoli dei cinque continenti sono alle prese con cambiamenti radicali a cui chiedono risposte immediate che le istituzioni e i leader politici non possono fornire, comunque non in tempi brevi.

Si chiama crisi di rappresentanza, ed è diventata palese da quando ha cominciato ad alimentare l’aspirazione verso l’uomo forte. Ce ne siamo accorti nel 2016 con l’elezione di Rodrigo Duterte nelle Filippine e quella di Donald Trump negli Stati Uniti. Oggi le conferme continuano ad arrivare, da Budapest e Roma. La tendenza è tanto più evidente se consideriamo che l’alternanza tra destra e sinistra non può più garantire il progresso sociale e il consenso democratico del dopo guerra, con gli stati nazione indeboliti dalla globalizzazione dell’economia.

[… Continua…]

Leggi il resto su Internazionale

Foto: Jair Bolsonaro/ CC0

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.