Prima o poi avremo tutti un microchip sottopelle

[Di Haley Weiss] – Quando nel 2017 Patrick McMullan ha scoperto che migliaia di svedesi si erano fatti impiantare un microchip per aprire la portiera dell’automobile o accendere la macchina del caffè, la cosa non lo ha sorpreso più di tanto. Certo, era una tecnologia all’avanguardia – un microchip innestato sottopelle, lungo qualche millimetro e in grado di comunicare a corto raggio – ma in fin dei conti aveva più o meno le funzioni di un portachiavi o di una password. McMullan, che lavora da vent’anni nel settore della tecnologia, voleva fare di meglio: rendere davvero utili i microchip da impiantare.

Nel luglio del 2017 più di cinquanta dipendenti della sua azienda nel Wisconsin, la Three Square Market, si sono sottoposti volontariamente all’impianto di un circuito sottocutaneo. Al contrario di quelli usati in Svezia (che servono solo ad attivare una funzione quando sono scansionati), i chip e i lettori prodotti dall’azienda di McMullan possono essere usati in sistemi più complessi. Per esempio, permettono a chi li indossa di avere accesso al proprio computer, ma solo se lo stesso giorno sono stati usati anche per aprire la porta di casa. Questo, secondo McMullan, garantisce una maggiore sicurezza.

Come spesso succede in campo tecnologico, il punto di svolta arriverà quando questi circuiti integrati diventeranno veramente utili. E potrebbe succedere prima di quanto pensiamo: a settembre del 2017 la Three Square Market ha cominciato a sviluppare dei microchip da usare in ambito sanitario che, secondo l’azienda, potrebbero dimostrare che i loro benefici possono superare le nostre paure.

L’identificazione attraverso frequenze radio (rfid) esiste da decenni ed è considerata abbastanza sicura. Marchi auricolari rfid sono usati per registrare il bestiame e gli animali delle fattorie; se vi è mai capitato di imbarcare dei bagagli su un volo della Delta Airlines, potete ringraziare le etichette rfid se le vostre valigie sono arrivate con voi a destinazione; e probabilmente avete già un chip rfid che vi segue ovunque: è nella vostra carta di credito.

[… Continua …]

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Foto James Wisniewski cc by sa

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