Min. Esteri: la Cecoslovacchia un’esperienza di successo

In occasione del Centenario della Cecoslovaccchia (1918-2018), il ministero degli Affari esteri ed Europei della Repubblica Slovacca ha emesso un comunicato in lingua inglese, riproposto ieri su un social network anche dall’Ambasciata Slovacca in Italia, che pubblichiamo di seguito in versione italiana.

In questi giorni commemoriamo un anniversario storico – cento anni dalla fondazione della Cecoslovacchia che, allora, ha significato il completamento degli sforzi di slovacchi e cechi per raggiungere la loro indipendenza nazionale. La prima Repubblica cecoslovacca fu proclamata il 28 ottobre 1918 a Praga. Due giorni dopo fu approvata a Martin la Dichiarazione della nazione slovacca, in cui i rappresentanti dei partiti politici slovacchi rivendicavano il diritto nazionale all’autodeterminazione e decisero di legare il futuro della nazione slovacca a quello della nazione ceca. Oggi riconosciamo che è stata la migliore soluzione possibile. Dopo la Conferenza di pace di Parigi, che forniva garanzie internazionali e legali per il nuovo Stato, il 29 febbraio 1920 fu adottata la Costituzione, e la Cecoslovacchia fu istituita come democrazia parlamentare.

Nonostante varie vicissitudini, la Cecoslovacchia è stata un progetto valido e di successo. Prima di tutto, ha creato spazio per il nostro sviluppo a pieno titolo – dallo status di nazioni non sovrane all’inizio del XX secolo, fino agli stati indipendenti [Repubblica Slovacca e Repubblica Ceca, ndr] di successo che sono ora membri rispettati della comunità internazionale. Nel contesto europeo, la “Prima Repubblica” era uno stato funzionale con una democrazia plurale e forniva alle nostre nazioni una forte tradizione democratica. Durante la sua evoluzione, tuttavia, la Cecoslovacchia cadde vittima anche di ideologie totalitarie e, di conseguenza, il paese fu fatto a pezzi alla fine degli anni ’30 e fu in seguito isolato dal mondo esterno. Nonostante questa esperienza negativa, sono rimasti profondi legami civili, culturali e umani tra le nostre nazioni grazie ai quali, anche a 25 anni dalla separazione della Federazione [Ceco-Slovacca, ndr], possiamo considerare estremamente positive le nostre relazioni. È sintomatico che la stessa divisione della federazione sia avvenuta in modo dignitoso, in linea con la costituzione, per la quale abbiamo ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo.

Di conseguenza, oggi esistono due stati amici e alleati fondati sui valori nazionali ed europei di libertà, democrazia e protezione dei diritti umani, con un chiaro ancoraggio geopolitico nell’UE e nella NATO, che rappresentano un quadro comune per la nostra sicurezza, stabilità e prosperità. Nel contesto attuale, il compito dei nostri servizi diplomatici è di far progredire la necessità di mantenere l’esistenza di società aperte e democrazie liberali, di sostenere l’unità dell’Unione europea e di salvaguardare il multilateralismo. Insieme, ci impegniamo inoltre a sviluppare ulteriormente il Gruppo di Visegrad e altre piattaforme dell’Europa centrale per la cooperazione regionale volte a rafforzare le dinamiche interne, l’interconnessione e la coesione della nostra regione come parte integrante dell’UE. La fondazione della Cecoslovacchia significò anche che le nostre nazioni rivendicarono la loro partecipazione al moderno ordine internazionale che era stato stabilito sulla base del rispetto delle regole del diritto internazionale. Anche dopo 100 anni restiamo fedeli allo stesso obiettivo.

(Ministero degli Affari esteri ed Europei della Repubblica Slovacca)

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