Il Parlamento approva i voucher e l’IVA ridotta per incentivare il turismo in Slovacchia

Il Parlamento ha approvato un emendamento alla legge che regola l’Imposta sul valore aggiunto (IVA), che consentirà di ridurre l’aliquota dal 20 al 10% nei servizi di alloggio. La misura, elaborata dal Partito nazionale slovacco (SNS), entrerà in vigore il 1° gennaio 2019 ed è destinata a promuovere lo sviluppo nelle micro-regioni aumentando l’occupazione nel settore turistico. Il provvedimento è stato lodato dall’Associazione slovacca degli alberghi e ristoranti (AHRS), il cui direttore generale Marek Harbuľák ha dichiarato che i servizi di alloggio che rispondono adeguatamente alle crescenti richieste di qualità da parte dei turisti sono ad alta intensità di lavoro, mentre gli stipendi in questo segmento sono tra i più bassi nell’economia slovacca a causa di un onere fiscale elevato. L’esperienza dei paesi europei conferma che un carico fiscale inferiore rafforza la creazione di posti di lavoro, la crescita dei salari e porta nuovi investimenti non solo nel settore alberghiero ma anche in altri servizi turistici, ha aggiunto Harbuľák.

Sempre dall’inizio dell’anno prossimo i lavoratori che da almeno 24 mesi sono dipendenti in un’azienda possono ricevere una serie di buoni per trascorrere le loro vacanze in Slovacchia. L’emendamento alla legge sul turismo, sempre sposorizzato da SNS, sarà aggiunto al Codice del lavoro. Il presidente del Parlamento Andrej Danko (SNS) ha spinto per questa misura dicendo che i voucher andranno a sostenere il turismo in Slovacchia e funzioneranno in modo simile ai buoni pasto. Se i dipendenti decidono di trascorrere le vacanze in Slovacchia, riceveranno buoni per un valore massimo di 500 euro, di cui 275 saranno pagati obbligatoriamente dai datori di lavoro. Nel caso di buoni inferiori ai 500 euro, il datore di lavoro pagherà comunque il 55% del costo. I buoni saranno esenti da imposta sul reddito e contributi sia per i dipendenti che per i datori di lavoro.

Nella prima fase di introduzione del sistema, i voucher saranno obbligatori solo per le aziende che impiegano più di 50 persone. Le aziende e istituzioni con meno di 50 dipendenti possono comunque fornire volontariamente i buoni alle stesse condizioni.

Complessivamente, a godere della misura possono essere anche 300.000 lavoratori autonomi, i dipendenti dell’amministrazione statale, i militari e gli agenti di polizia. Danko si aspetta che il 60 percento dei 2,5 milioni di impiegati in Slovacchia utilizzi i buoni vacanza. Un sistema simile è stato adottato da altri paesi europei, come l’Austria, dando un notevole impulso al turismo nazionale.
Vladimír Soták, presidente del Klub 500, un’organizzazione di aziende che impiegano oltre 500 lavoratori, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della misura, che considera utile per lo sviluppo del grande potenziale turistico del paese.

Secondo Marek Harbuľák, direttore generale di AHRS, buoni vacanza e IVA agevolata nel settore turistico sono strumenti sistemici che in altri paesi europei sono usati comunemente e portano benefici a tutte le parti interessate – dagli imprenditori del settore ai turisti, dallo Stato alle città e villaggi.

Tuttavia, secondo un sondaggio condotto ai primi di ottobre dall’Alleanza imprenditoriale slovacca (PAS) in collaborazione con l’Istituto INEKO, il 91,7% dei 157 datori di lavoro intervistati in tutta la Slovacchia si dicono contrari a buoni vacanza obbligatori, una misura definita “populista, non sistemica e senza benefici”. Secondo i datori di lavoro lo Stato non dovrebbe determinare i benefici per i dipendenti, perché questo aumenta i costi aziendali per la stragrande maggioranza dei grandi datori di lavoro, favorisce selettivamente il settore del turismo e comporta anche uno spreco di risorse pubbliche. Tra gli svantaggi, i datori di lavoro hanno menzionato la remunerazione dei dipendenti non produttivi e le complicazioni nel processo di fatturazione e documentazione.

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

Foto Danielutski CC0
Foto katkaZV CC0
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