Migranti, passi avanti in UE verso una nuova Frontex

[Di Alberto Tagliapietra, Affarinternazionali] – L’inasprimento del dibattito europeo sulla questione migratoria e l’avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento europeo hanno dato nuovo impulso alle discussioni sul rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione europea. In questo contesto, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, meglio nota come Frontex, è tornata ad essere al centro del dibattito per via della proposta di riforma presentata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione fatto al Parlamento europeo il 12 settembre.

I contenuti della proposta
L’Esecutivo di Bruxelles intende rafforzare le capacità dell’Agenzia, considerata un elemento chiave per preservare l’area Schengen. La riforma mira a potenziare Frontex in modo da assicurare un’efficace protezione delle frontiere esterne e da affrontare al meglio le sfide poste dalla questione migratoria. Per raggiungere questi obiettivi la Commissione propone di incrementare a 10 mila entro il 2020 il numero di unità impiegate da Frontex, aumentando quelle direttamente alle dipendenze dell’Agenzia a 1500 (erano 70 nel 2006).

La riforma vuole inoltre incrementare i fondi destinati all’Agenzia per il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 prospettando lo stanziamento di 11,3 miliardi e la possibilità per Frontex di acquistare mezzi propri al fine di ridurre la propria dipendenza dagli Stati membri. L’Agenzia acquisirebbe inoltre poteri speciali in situazioni d’emergenza e starebbe alla Commissione, e non più al Consiglio, decidere se Frontex abbia o meno il diritto di intervenire.

Frontex svilupperebbe dunque competenze simili a quelle attualmente detenute dalle guardie di frontiera nazionali, acquisendo una certa indipendenza in funzioni quali i controlli d’identità e i respingimenti alle frontiere. Ciò comporterebbe un importante cambiamento del modo in cui l’Unione europea gestisce le proprie frontiere ed è proprio qui che stanno l’importanza, e le principali criticità, dal punto di vista degli Stati, della proposta.

Le reazioni alla proposta
La riforma ha suscitato reazioni contrastanti: il cancelliere austriaco Sebastian Kurz si è detto particolarmente favorevole alla riforma, così come la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. Di opinione opposta il premier olandese Mark Rutte, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e il premier ungherese Victor Orbàn, il quale ha evidenziato il pericolo costituito dalla riforma di Frontex per la sovranità nazionale. […continua]

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Foto UNHCR Photo Unit cc by nc

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