Presentato a Roma il libro foto documentario su Dubček del prof. Leoncini

«Questa non è una celebrazione di Dubček, ma un’idea per riprendere il suo modo di fare politica, la sua apertura alla società del suo tempo». Con queste parole il professor Francesco Leoncini attacca la prefazione del suo nuovo libroDubček. Il socialismo della speranza. Immagini della Primavera cecoslovacca“, che è stato pubblicato in Italia nei giorni scorsi. Il volume fotodocumentale illustra, attraverso una serie di fotografie meno note la vita politica e privata di Alexander Dubček, e riporta a quell’atmosfera di rinascita civica della società cecoslovacca nel periodo precedente l’invasione delle truppe del Patto di Varsavia nel 1968 e al principale protagonista del “socialismo della speranza”.

Il professor Leoncini, storico ed esperto di storia ceco-slovacco, ha collaborato alla selezione del materiale fotografico del libro anche con il professor Guido Gambetta, preside della Facoltà di Scienze politiche quando nel 1988 l’Università di Bologna insignì Dubček della laurea honoris causa. Per la preparazione del libro Leoncini si è anche recato a Bratislava, dove, in collaborazione con l’Ambasciata Slovacca a Roma, ha avuto diversi incontri con i membri della famiglia Dubček e con personalità che lo hanno conosciuto personalmente.

Il libro, pubblicato per celebrare il 50° anniversario della Primavera di Praga, è stato presentato al pubblico la scorsa settimana negli spazi dell’Editore Gangemi a Roma. All’evento sono intervenuti, oltre all’autore, anche l’Ambasciatore della Slovacchia in Italia Ján Šoth e Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici della John Cabot University di Roma. Nel corso della serata sono state presentate, oltre alle immagini del libro, alcune delle foto di Vladimir Benka della mostra “Alexander Dubček: il volto umano della politica” che l’Ambasciata aveva tenuto nella sua sede nel novembre 2016.


Due figli di Alexander Dubček: Pavol e Milan

 

All’incontro, aperto da Emilia Gangemi per conto della casa editrice, l’Ambasciatore Šoth ha sottolineato le importanti ricorrenze di quest’anno nella Repubblica Slovacca (100 anni dalla creazione della Cecoslovacchia, 50 anni dalla Primavera e 25 dalla nascita della Slovacchia indipendente), e ha parlato di Alexander Dubček quale rappresentante carismatico dell’umanesimo in politica e della percezione della sua personalità in Italia. Leoncini prima, e Argentieri poi hanno situato la figura di Dubček nel contesto storico e sociale più ampio, approfondendo il personaggio sotto un punto di vista italiano.


Il prof. Leoncini a una presentazione (2014, Kovac/Allegraweb.eu)

Francesco Leoncini dice di riferirsi alla “Primavera cecoslovacca” e non alla Primavera di Praga perché «Dubček era un leader slovacco, veniva da una esperienza autonoma rispetto ad altri leader cecoslovacchi e questo libro mette in evidenza l’anelito di speranza che proveniva dalla società e la capacità di Dubček di interpretare questa voglia di cambiamento rispetto a uno dei regimi più cupi del periodo sovietico». La Primavera cecoslovacca, del resto, «si differenzaia nettamente dagli altri movimenti di opposizione che si sono verificati dal ’56 al ’89 perché qui è lo stessio Alezander Dubček, segretario generale del partito comunista, la massima autorità, fonte del diritto nei sistemi sovietici, che si mette a capo di questo movimento di rinnovamento. Egli ha la capacità di capire che quel sistema è ormai finito, obsoleto, questa è la sua originalità».


Un Dubček sorridente circondato dai giovani in una foto di Vladimir Benko

 

Il volume, 80 pagine illustrate in brossura, è incentrato sulla carica innovativa e la bruciante attualità dell’esperimento che Dubček mise in atto nel 1968 tra Praga e Bratislava. L’opera è disponibile nelle librerie oppure si può acquistare online.

(Red)

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