Belluno, apre oggi la mostra ‘Adam’s Keys’ di Roman Ondák

Apre oggi 26 ottobre a Belluno una mostra personale di Roman Ondak, artista concettuale slovacco Roman Ondák (Žilina 1966), che per l’occasione presenta “Adam’s Keys” (2016), lavoro in cui, attingendo da esperienze di tutti i giorni, oggetti trovati e situazioni spesso legati alla sua storia personale, crea sottili connessioni filosofiche e narrazioni tra realtà e rappresentazione. La maggior parte delle opere di Ondak invita gli osservatori ad un coinvolgimento attivo, dove l’interazione tra il pubblico e il suo lavoro svolge solitamente un ruolo chiave nel ri-porre la loro attenzione quotidiana.

Qui Ondák ri-propone una maniglia di una porta e delle chiavi, che un tempo erano appartenute al maggiore dei suoi figli. Adam era un adolescente quando suo padre si appropriò di questo mazzo di chiavi con portachiavi a catena. La situazione che mostra la chiave inserita nella serratura della maniglia è trasferita dalla realtà di Adam a un contesto espositivo. Attraverso spostamenti sia fisici che temporali e alterazioni poetiche, il lavoro di Ondák evoca memorie assopite insieme a una sensazione di empatia, e ritorna al presente dell’osservatore in modi discreti e immaginativi con la sua semplicità di grande impatto. Ondák gioca con le idee di delocalizzazione, rappresentazione e duplicazione dell’esperienza, concettualmente e socialmente ricontestualizzata, e con verve artistica combina aspetti della quotidianità, stimolando e sensibilizzando gli spettatori riguardo alla vita ordinaria e alla società in generale.

Chi è Roman Ondák

È nato a Žilina nel 1966, vive e lavora a Bratislava. Nel suo lavoro spazia tra video, fotografie, installazioni e performance a base partecipativa, che lo collocano in continuità con la ricerca artistica di Július Koller. Sovrapponendo le regole dell’arte concettuale a quelle del vivere quotidiano, Ondák porta avanti una riflessione critica sulla condizione umana nella società contemporanea, pur senza però rinunciare a guardare il mondo con uno spirito positivo, convinto che esistano sempre alternative da seguire. A un futuro migliore sembra invocare anche il film in 16mm *Lucky Day* (2006), durante il quale l’artista riversa in una fontana migliaia di monetine in segno di buon auspicio. (Fonte)

Le mostre e i riconoscimenti

Roman Ondák ha rappresentato la Slovacchia alla LIII Biennale di Venezia nel 2009, ha partecipato a dOCUMENTA (13), Kassel, ed è stato nominato the Artist of the Year da Deutsche Bank a Berlino nel 2012. Le sue principali mostre personali includono: Based on True Events, Kunstforum Ostdeutsche Galerie, Regenburg (2018); Objects in the Mirror, BASE / Progetti per l’arte, Firenze (2018); Man Walking Toward a Fata Morgana, The Arts Club of Chicago, Chicago (2017); History Repeats Itself, KUNSTEN Museum of Modern Art, Aalborg (2017); The Source of Art is in the Life of a People, South London Gallery, Londra (2016); Roman Ondak, Kaldor Art Projects, Sydney (2014); Some Thing, The Common Guild, Glasgow (2013); Escena, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid (2013); Roman Ondak, Musée d’art moderne de la Ville de Paris /ARC, Parigi (2012); do not walk outside this area, Deutsche Guggenheim, Berlino (2012); Within Reach of Hand or Eye, K21, Düsseldorf (2012); Time Capsule, Modern Art Oxford, Oxford (2011), e Measuring the Universe, MoMA, New York (2009). 

Le sue recenti mostre collettive includono: Pompei@Madre. Materia Archeologica, MADRE, Napoli (2018); WAITING. Between Power and Possibility, Hamburger Kunsthalle, Amburgo (2017); Ellipsis, Pulitzer Arts Foundation, St. Louis (2016); Wanderlust, The High Line Art, New York (2016); la 10. Biennale di Gwangju (2014); la 54. Biennale di Venezia (2011); e la 6. Biennale di Berlino (2010). Inoltre le sue opere sono incluse in numerose collezioni pubbliche, tra cui: Centre Pompidou, Parigi; Kunsthaus Zurigo; Tate Modern, Londra; Neue Nationalgalerie, Berlino, e MoMA, New York.

La galleria

mezzaterra11 – flat gallery è un project space concettuale che, attraverso una traduzione metalinguistica, innescata da un ‘white cube’ compresso alla piattezza, apre a nuove interpretazioni delle immagini di documentazione delle opere d’arte contemporanea. Artisti internazionali sono invitati a presentare il proprio lavoro con una sola immagine selezionata, adattata allo spazio e infine stampata per lo stesso, come format di mostra personale.

Roman Ondák – Adam’s Keys
Dove: mezzaterra11 – flat gallery, Via Mezzaterra 11 Belluno
Inaugurazione: Venerdì 26 ottobre
Visita: fino al 31 gennaio 2019

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