La Slovacchia sarà il secondo beneficiario di fondi UE

Secondo le affermazioni della commissaria europea per la Politica regionale Corina Creţu, presente ieri a Bratislava a una riunione dei ministri responsabili dei fondi UE dei paesi Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia / V4), oltre a Croazia, Slovenia, Bulgaria e Romania, la Slovacchia avrà a disposizione 12 miliardi di euro di risorse dell’Unione europea nel prossimo periodo di programmazione 2021-2027. Con 310 euro a testa per ogni cittadino per ogni anno del settennato, la Slovacchia sarà insieme al Portogallo al secondo posto in UE per fondi deliberati pro capite. Si tratta di un importo quasi tre volte superiore alla media.

Il bilancio dell’UE è stato ridotto per le conseguenze della Brexit e la perdita di uno dei più grandi paesi membri, e anche la Slovacchia dovrà stringere un po di più la cinghia, riducendo il contributo europeo di tre miliardi rispetto ai 15,3 miliardi di euro a disposizione fino al 2020. Una differenza tuttavia non così drammatica, dopo che diverse cassandre avevano prospettato un taglio draconiano alle risorse per i fondi di coesione, che sono studiati per ridurre le disparità regionali. Il vicepremier slovacco per Investimenti e Informatizzazione Richard Raši ha ammesso che questa è una proposta nuova, che in qualche modo può essere vista come una vittoria, dato che il paese avrà il secondo maggior contributo pro capite nell’Unione.

Raši ha detto che il paese è disponibile ad accettare un taglio ai fondi se verrà garantito «un maggiore grado di flessibilità nel prelevare i fondi». Bratislava è dunque propensa a contribuire di più al bilancio dell’UE (per un importo tra l’1,2 e l’1,3% del PIL nazionale) se il denaro potrà essere destinato a sostenere la politica di coesione. Quel che intende il ministro è una più forte autonomia per il governo slovacco nel trasferire fondi da un programma operativo all’altro, e anche all’interno dello stesso programma, in maniera semplificata. Il ministro ha riferito del ritardo della Slovacchia nel finanziamento di progetti di ricerca e innovazione, dove sono state sospese richieste di fondi per 600 milioni di euro.

Proprio sul tema della semplificazione, paesi V4 insieme a Croazia e Bulgaria hanno siglato una dichiarazione congiunta che invieranno alla Commissione europea con l’intento di negoziare sulle intenzioni di Bruxelles dopo l’annuncio di un pacchetto di 80 misure nella regolazione delle dotazioni finanziarie dell’Unione. I sei paesi sostengono che si dovrebbe porre maggiore enfasi sui risultati raggiunti piuttosto che sulle formalità burocratiche.

(Red)

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