Kočner aveva ordinato la sorveglianza di Kuciak e di altri giornalisti

Lunedì il quotidiano Denník N ha pubblicato informazioni sull’incarico dato da Kočner all’ex giornalista e pubblicista Peter Tóth, che era pagato per sorvegliare diversi giornalisti, un impegno durato almeno sei mesi e che Tóth avrebbe ammesso alla polizia. L’uomo, che in passato è stato a capo del controspionaggio del SIS e viene descritto come amico e collaboratore di Kočner, si sarebbe presentato spontaneamente il 5 ottobre alle forze dell’ordine dopo gli arresti e le accuse emesse contro quattro persone sospettate dell’assassinio del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová.

Secondo il quotidiano, Tóth avrebbe ammesso di avere sorvegliato Kuciak per conto di Marián Kočner prima dell’omicidio, ma anche il giornalista di Aktualíty Marek Vagovič, il giornalista di Sme Adam Valček, il redattore capo della rivista .týždeň Štefan Hríb e l’autrice dell’articolo di Denník N Monika Tódová, tutti troppo curiosi sugli affari milionari e spesso illegali di Kočner. Nella testimonianza l’uomo dichiara che scopo dello spionaggio era l’intenzione di trovare panni sporchi nella vita dei giornalisti per una campagna di discredito. Marián Kočner, attualmente in prigione per altre accuse, è stato denunciato sia da Kuciak che da altri reporter per minacce, ed è ancora in lista come possibile mandante dei killer di Kuciak.

In seguito è uscito il nome di un’altra persona reclutata da Kočner per gli stessi scopi: Miroslav Kriak, che è stato un agente del servizio segreto comunista (ŠtB) e poi del Servizio di intelligence slovacco (SIS) dopo il 1989, dove era divenuto vice comandante dei servizi di sorveglianza. È verosimile che sia lì che abbia conosciuto Tóth, che aveva confessato alla polizia di non essere da solo a spiare i reporter. Funzionario presso il fisco slovacco (Finančná správa / FS), Kriak è stato licenziato ieri dopo che l’autorità fiscale ha dato il via a una indagine interna a seguito delle informazioni uscite sui media. L’agenzia aveva dichiarato che le informazioni “sono serie” e che era stato aperto un canale di comunicazione con gli organi inquirenti, «incluso l’ufficio del Procuratore generale».

Nel frattempo, Tóth è stato denunciato per calunnia dall’avvocato della familia Kuciak, l’ex parlamentare e due volte ministro Daniel Lipšic, accusato da Tóth di essere stato lui a fare filtrare informazioni strettamente riservate ai giornalisti di Denník N dal fascicolo di indagine sul caso Kuciak. L’avvocato nega ogni addebito, anzi, dichiara di avere «ripetutamente avvertito sin dall’inizio delle fughe di informazioni i procuratori incaricati del caso». Cosa successa, dice Lipšic, anche il giorno prima del raid delle teste di cuoio che hanno arrestato i presunti esecutori dell’omicidio, quando a quanto pare alcuni giornalisti erano stati messi al corrente di dove si sarebbe svolta l’operazione di polizia. In più, Lipšic rivendica di avere esortato più volte i media a non pubblicare le informazioni a loro disposizione e quindi non minare l’indagine.

(Red)

 

Foto: frame youtube

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