Sicurezza, rinforzato dal Parlamento UE il Sistema di informazione Schengen

BRUXELLES\ aise\ – Nuove segnalazioni su criminali e decisioni di rimpatrio; maggiore vigilanza per i reati terroristici; miglior protezione per i bambini a rischio di rapimento. Queste, in sintesi, le modifiche contenute nei tre progetti di regolamento adottati ieri dal Parlamento Europeo per aggiornare il Sistema d’Informazione Schengen, il database più utilizzato per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere in Europa, che contribuirà così alla lotta dell’UE contro terrorismo, criminalità transfrontaliera e migrazione irregolare.

Tra le novità introdotte dal rafforzamento del SIS figurano nuove segnalazioni (alert) sulle persone ricercate per reati gravi e al terrorismo; l’obbligo per le autorità nazionali di condividere i dettagli degli atti terroristici con tutti gli Stati membri; segnalazioni preventive per i minori a rischio di rapimento, in particolare per quanto riguarda la sottrazione di bambini da parte dei genitori, e per le persone vulnerabili, e nuovi avvisi sui rimpatri, per agevolare l’esecuzione delle decisioni di uno Stato membro sul rimpatrio nel paese di origine di un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno risulti irregolare.

Attualmente, le autorità che hanno accesso al SIS sono quelle preposte al controllo delle frontiere, di polizia, doganali, giudiziarie e di migrazione. Con la riforma, l’Europol avrà accesso a tutte le segnalazioni del sistema, mentre l’Agenzia europea delle guardie costiere e di frontiera (Frontex) disporrà dell’accesso alle segnalazioni di sua competenza.

«Il SIS è la spina dorsale dello scambio d’informazioni in Europa per le guardie di frontiera e le autorità di contrasto», ha ricordato il correlatore Carlos Coelho (PPE, PT). «Questa riforma preparerà il sistema per il futuro, migliorerà la sicurezza e garantirà la libera circolazione. Il SIS è e rimarrà la banca dati più grande, più utilizzata e meglio implementata in Europa, garantendo al contempo maggiore sicurezza ai nostri cittadini».

Secondo Jeroen Lenaers (PPE, NL), altro correlatore in Aula, «a causa della mancanza di scambio di informazioni tra i Paesi UE, un cittadino di un paese terzo che ha l’obbligo di rimpatrio può facilmente evitare tale obbligo recandosi in un altro Stato membro. Le politiche di rimpatrio dovrebbero essere più efficaci, altrimenti sarà molto difficile mantenere il sostegno per l’accoglienza dei richiedenti asilo che hanno bisogno del nostro aiuto».

Le norme sui controlli alle frontiere sono state approvate con 530 voti favorevoli, 50 voti contrari e 66 astensioni. Le norme sulla cooperazione giudiziaria e di polizia sono state approvate con 555 voti favorevoli, 67 contrari e 20 astensioni. Le norme sul rimpatrio dei cittadini di paesi terzi con soggiorno irregolare sono state approvate con 500 voti favorevoli, 103 voti contrari e 41 astensioni.
Le nuove norme, già concordate dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio a giugno, richiedono ora l’approvazione formale del Consiglio.

Il SIS è stato istituito nel 1995 dopo l’abolizione dei controlli alle frontiere nello spazio Schengen. Una versione più avanzata (nota come “SIS II”) è stata istituita nel 2006 ed è diventata operativa nel 2013. Il sistema è utilizzato da 30 Paesi in Europa e nel 2017 è stato consultato 5 miliardi di volte.

(aise)

Illustr. BS

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