Documentario su paramilitari slovacchi vince festival One World

Al festival internazionale del documentario Jeden Svet (One World) che si è svolto nei giorni scorsi a Bratislava, dedicato al tema della libertà di parola, ha ricevuto il primo premio il documentario “When the War Comes” sul gruppo paramilitare slovacco Slovenskí Branci (Reclute slovacche). Il documentario, realizzato dal regista ceco Jan Gebert, è incentrato sulla figura di Peter Švrček, il giovane fondatore del gruppo, a partire dall’esame di maturità fino ad oggi, che di anni ne ha 22. Fondò le reclude nel 2012, quando ne aveva 16. Nel film si parla dell’addestramento nei boschi slovacchi e del rapporto di Švrček e dell’organizzazione con la Russia, fino al possibile ingresso del leader nella politica nazionale.

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Oltre 200 sono i coscritti che si sono sottoposti in questi anni a dure e intensive sessioni di esercitazioni militari nelle foreste della Slovacchia, indossando mimetiche e addestrandosi a usare mitra e bazooka. Ci si addestra a tattiche militari, orientamento sul campo, combattimenti uomo a uomo, si riproducono sparatorie. Con l’idea di essere al servizio dei cittadini in potenziali situazioni di crisi, un atteggiamento recentemente additato dal ministro della Difesa come fuorviante e condannabile. Nel filmato viene mostrato anche un finto pattugliamento nella cittadina di Gabčíkovo, nel sud della Slovacchia lungo il confine con l’Ungheria, dove simulano di fermare i rifugiati che attraversano illegalmente il confine, una delle scene più potenti del film.

Sul loro sito spiegano di promuovere «l’amore per la patria, la natura e il patrimonio culturale slovacco tra i giovani attraverso forme di volontariato e beneficenza, tra cui azioni ecologiche, l’aiuto di persone in disastri naturali, esercitazioni armate per bambini». E si definiscono così: «Siamo una milizia. Assistiamo nei momenti di pace, difendiamo nei momenti di crisi». In passato si era parlato di loro percé alcuni membri erano andati a combattere con i separatisti nell’Ucraina oriantale filorussa. Recentemente sono ritornati sulle cronache per la condivisione della loro sede a Dolna Krupa con il neonato gruppo slovacco dei motociclisti russi Lupi della notte, pervicaci sostenitori di Vladimir Putin.

Uverejnil používateľ Slovenskí Branci Pondelok 12. marec 2018

Il registra Gebert afferma che diversamente da quel che si potrebbe pensare, le reclute «sono persone abbastanza normali, ben educate e per lo più intelligenti». Il loro capo Peter Švrček crede che la sua organizzazione abbia un futuro, ma ha anche in mente l’idea di entrare in politica. Secondo gli analisti, l’opinione comune che si tratti di estremisti di destra non è esattamente la giusta spiegazione per questo fenomeno. È vero, comunque, che ci sono molti estremisti tra i loro ranghi, il che rappresenta un rischio per la sicurezza, dato che sono armati e relativamente ben addestrati. Secondo l’esperto di estremismo Daniel Milo, prendendo per buone le loro dichiarazioni «questo gruppo non sarebbe fedele allo Stato in caso di conflitto».

Il documentario è stato premiato, insieme ad altri, da una giuria internazionale composta dalla regista slovacca e produttore Iveta Grofova, dal regista britannico e produttore Mike Chamberlain e dal regista e insegnante ceco Vaclav Kadrnka. Nei sei giorni di festival sono stati presentati 67 documentari slovacchi e stranieri, con 29 proiezioni per 2.500 studenti delle scuole superiori.

(Red)

Foto FB

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