Popolazione mondiale, fino al 2050 più della metà dei neonati arriverà dall’Africa

In tutto il mondo il numero dei figli sta diminuendo. Sono sempre di meno le aree dove il tasso di fertilità è ancora alto. Una di queste è l’Africa subsahariana, che contribuirà per più della metà alla crescita della popolazione mondiale prevista da oggi fino al 2050.

Secondo i dati raccolti nel Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2018 di UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) e Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) sui diritti riproduttivi e la transizione demografica, negli ultimi 150 anni i tassi di fecondità sono diminuiti in quasi tutti gli Stati. Attualmente la fertilità è globalmente inferiore di circa il 50% rispetto alla metà degli anni ’60. Se mezzo secolo fa la media era di almeno cinque figli per donna, oggi nella maggioranza di quelli con almeno un milione di abitanti i tassi di fecondità sono al massimo di 2,5.

Mai prima d’ora, nella storia dell’umanità, ci sono state tra i paesi differenze così forti nel tasso di fertilità. Nei Paesi in Via di Sviluppo ci sono circa 214 milioni di donne che sono a rischio di iniziare una gravidanza non desiderata per l’impossibilità di accedere a servizi sanitari, a metodi moderni di contraccezione, o per fenomeni quali matrimoni e gravidanze precoci. Invece nei paesi più sviluppati, dove esista la possibilità di scelta, il tasso di fertilità è spesso inferiore a due nascite per donna, spesso per motivi economici, accesso al lavoro, reddito inferiore rispetto agli uomini, assenza di welfare.

Nel Rapporto si prevede anche che l’Africa subsahariana, dove la fertilità è ancora molto alta, contribuirà per più della metà alla crescita della popolazione mondiale prevista da oggi fino al 2050, il che vuol dire 1,3 miliardi sui 2,2 miliardi di persone in più nel mondo.

In 53 paesi e territori, per anni la fertilità è stata inferiore al “livello di sostituzione” con meno di 2,1 nascite per donna. Tra questi, Taiwan ha oggi il tasso di fertilità più basso del mondo: 1,1 nascite per donna.

Secondo Mariarosa Cutillo, direttrice dell’ufficio partnership strategiche dell’Unfpa: «Il potere di scegliere è un diritto fondamentale delle donne che deve essere garantito. Decidere se, quando e con chi fare figli è importante per il reale e effettivo sviluppo sostenibile del pianeta. La responsabilità di realizzare gli obiettivi di sviluppo non è solo dei governi ma anche del settore privato e della fondamentale società civile». Come sottolinea l’Aidos: «Le disuguaglianze di genere attraversano tutto il pianeta, non solo i Paesi dove non c’è accesso a contraccettivi e servizi di base ma anche nel nostro dove non vengono garantiti diritti sessuali e riproduttivi e le barriere economiche sono molteplici».

(Flavia Amabile, lastampa.it cc by nc nd)

Foto UnicefEthiopia cc by nc nd

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